
Il Consiglio dei Ministri del Belgio ha approvato venerdì 18 settembre un decreto reale modificativo che aumenterà il numero di cancellieri presso il Consiglio per il Contenzioso in materia di Immigrazione (CALL) da 14 a 18. Secondo la ministra dell’Asilo e della Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, il personale non era stato incrementato dal 2015, nonostante il numero di giudici sia quasi raddoppiato – da 34 a 62 – per far fronte all’aumento dei ricorsi relativi a visti, permessi di soggiorno e asilo. Il progetto di decreto sarà ora sottoposto al Consiglio di Stato per un parere, prima di tornare in Parlamento entro l’autunno.
Il CALL, istituito nel 2007, è la più alta corte amministrativa belga per le questioni migratorie e gestisce circa 10.000 ricorsi all’anno. Nella pratica, i cancellieri sovraccarichi hanno dovuto affidarsi a giovani giuristi e persino ad assistenti amministrativi per trascrivere le udienze e redigere le decisioni, una soluzione che rallenta i procedimenti e solleva dubbi sulla rigorosità procedurale. Con l’aggiunta di quattro cancellieri a tempo pieno – due francofoni e due fiamminghi – il ministero punta a limitare il carico di lavoro a quattro giudici per cancelliere e a professionalizzare la redazione dei giudizi scritti.
I ritardi nel CALL hanno ripercussioni sulla mobilità globale: aziende in attesa di permessi di lavoro, studenti stranieri che richiedono proroghe di soggiorno e trasferiti che contestano decisioni negative sulla ricongiunzione familiare possono trovarsi in una lunga attesa legale. Il fornitore di servizi legali Fragomen stima che ogni settimana di ritardo costi alle imprese in media 1.200 euro per rinvii di progetti e viaggi temporanei. Una più rapida emissione di decisioni motivate riduce anche i tempi entro cui lo Stato deve conformarsi, garantendo maggiore certezza ai richiedenti.
Questa iniziativa si inserisce in un più ampio programma di modernizzazione della giustizia digitale, che introdurrà l’obbligo di deposito elettronico per i ricorsi in materia di immigrazione a partire dal 2027. I nuovi cancellieri riceveranno una formazione specializzata sulle tecnologie per le udienze a distanza e sulla redazione multilingue per supportare questa transizione.
Gli operatori del settore accolgono positivamente la misura, ma sottolineano che il carico di lavoro del Consiglio è destinato a crescere con l’entrata in vigore dei nuovi procedimenti europei sull’asilo il prossimo anno; invitano quindi il governo a considerare ulteriori riforme strutturali, incluso un sistema di selezione per i casi di autorizzazione al lavoro manifestamente fondati.
Per i team HR e di mobilità internazionale, la conclusione immediata è che i ricorsi presentati a partire dai primi mesi del 2027 potrebbero essere trattati più rapidamente, riducendo la necessità di soluzioni temporanee costose come viaggi rotativi nell’area Schengen o il lavoro a distanza. Le aziende con casi in corso sono invitate a monitorare la pubblicazione del decreto finale e a preparare eventuali prove supplementari in vista dell’entrata in servizio del personale cancellieristico ampliato.
Il CALL, istituito nel 2007, è la più alta corte amministrativa belga per le questioni migratorie e gestisce circa 10.000 ricorsi all’anno. Nella pratica, i cancellieri sovraccarichi hanno dovuto affidarsi a giovani giuristi e persino ad assistenti amministrativi per trascrivere le udienze e redigere le decisioni, una soluzione che rallenta i procedimenti e solleva dubbi sulla rigorosità procedurale. Con l’aggiunta di quattro cancellieri a tempo pieno – due francofoni e due fiamminghi – il ministero punta a limitare il carico di lavoro a quattro giudici per cancelliere e a professionalizzare la redazione dei giudizi scritti.
I ritardi nel CALL hanno ripercussioni sulla mobilità globale: aziende in attesa di permessi di lavoro, studenti stranieri che richiedono proroghe di soggiorno e trasferiti che contestano decisioni negative sulla ricongiunzione familiare possono trovarsi in una lunga attesa legale. Il fornitore di servizi legali Fragomen stima che ogni settimana di ritardo costi alle imprese in media 1.200 euro per rinvii di progetti e viaggi temporanei. Una più rapida emissione di decisioni motivate riduce anche i tempi entro cui lo Stato deve conformarsi, garantendo maggiore certezza ai richiedenti.
Questa iniziativa si inserisce in un più ampio programma di modernizzazione della giustizia digitale, che introdurrà l’obbligo di deposito elettronico per i ricorsi in materia di immigrazione a partire dal 2027. I nuovi cancellieri riceveranno una formazione specializzata sulle tecnologie per le udienze a distanza e sulla redazione multilingue per supportare questa transizione.
Gli operatori del settore accolgono positivamente la misura, ma sottolineano che il carico di lavoro del Consiglio è destinato a crescere con l’entrata in vigore dei nuovi procedimenti europei sull’asilo il prossimo anno; invitano quindi il governo a considerare ulteriori riforme strutturali, incluso un sistema di selezione per i casi di autorizzazione al lavoro manifestamente fondati.
Per i team HR e di mobilità internazionale, la conclusione immediata è che i ricorsi presentati a partire dai primi mesi del 2027 potrebbero essere trattati più rapidamente, riducendo la necessità di soluzioni temporanee costose come viaggi rotativi nell’area Schengen o il lavoro a distanza. Le aziende con casi in corso sono invitate a monitorare la pubblicazione del decreto finale e a preparare eventuali prove supplementari in vista dell’entrata in servizio del personale cancellieristico ampliato.
Fonte: news.belgium.be
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