
La Guardia di Frontiera finlandese (Rajavartiolaitos) ha rivelato che almeno 550 persone sono entrate illegalmente in Finlandia da altre zone dell’area Schengen nel 2025, e i dati preliminari indicano che il totale per il 2026 sarà uguale o superiore. Il colonnello Matti Pitkäniitty, vice capo delle operazioni, ha dichiarato al servizio di notizie Uutissuomalainen che la maggior parte dei viaggiatori clandestini ha attraversato inizialmente il confine esterno dell’UE nel sud o est Europa, per poi spostarsi verso nord attraverso la zona Schengen senza passaporto, fino a raggiungere la Finlandia.
Nonostante il confine terrestre esterno con la Russia sia chiuso al traffico passeggeri dal dicembre 2023, le frontiere interne Schengen nei porti, aeroporti e valichi stradali con Svezia e Norvegia restano aperte. Pitkäniitty ha spiegato che le reti organizzate considerano ora la rotta nordica come il “corridoio più semplice” verso l’Europa centrale e occidentale, poiché i controlli a campione all’interno di Schengen sono limitati e le risorse scarseggiano. “La Finlandia sta diventando sempre più un paese di transito,” ha avvertito, aggiungendo che molti migranti proseguono subito verso sud dopo essere arrivati a Helsinki o Tornio.
La Guardia di Frontiera ha richiesto al Ministero dell’Interno fondi aggiuntivi per intensificare i controlli basati sull’intelligence nei punti di ingresso chiave, tra cui l’aeroporto di Helsinki-Vantaa, il porto di Turku e il valico stradale settentrionale di Kilpisjärvi. Il governo sta inoltre preparando modifiche alla legge sugli stranieri che permetterebbero la reintroduzione temporanea dei controlli interni alle frontiere in caso di aumento dei movimenti secondari, sulla base di informazioni di intelligence. Misure simili erano state adottate durante la pandemia, ma le autorità sottolineano che eventuali nuovi controlli devono rispettare le regole UE di proporzionalità e libera circolazione.
Per le aziende che dipendono dal passaggio fluido di personale e merci attraverso le frontiere nordiche, la prospettiva di controlli occasionali è motivo di preoccupazione. Gli operatori logistici temono ritardi nelle spedizioni just-in-time ad alto valore che transitano dalla Svezia, mentre le multinazionali con hub regionali a Helsinki segnalano che l’incertezza potrebbe complicare la pianificazione dei viaggi di lavoro. Ai datori di lavoro è stato consigliato di assicurarsi che i dipendenti non UE abbiano sempre con sé la prova di residenza legale e autorizzazione al lavoro, anche sui voli nazionali, in caso di controlli improvvisi.
La discussione arriva mentre Bruxelles sta finalizzando lo Strumento per la Gestione delle Frontiere e dei Visti (BMVI) per il periodo 2028-34, che destinerà nuovi fondi agli Stati membri per tecnologie di sorveglianza e capacità di accoglienza. Le autorità finlandesi sperano che una parte di questi fondi UE possa essere destinata a lettori di passaporti mobili avanzati e piattaforme di condivisione dati per identificare i soggiornanti irregolari senza dover fermare sistematicamente tutti i viaggiatori. Nel frattempo, Pitkäniitty ha esortato imprese e viaggiatori a “rimanere vigili rispetto alle procedure in evoluzione” durante i picchi di traffico autunnali e invernali.
Nonostante il confine terrestre esterno con la Russia sia chiuso al traffico passeggeri dal dicembre 2023, le frontiere interne Schengen nei porti, aeroporti e valichi stradali con Svezia e Norvegia restano aperte. Pitkäniitty ha spiegato che le reti organizzate considerano ora la rotta nordica come il “corridoio più semplice” verso l’Europa centrale e occidentale, poiché i controlli a campione all’interno di Schengen sono limitati e le risorse scarseggiano. “La Finlandia sta diventando sempre più un paese di transito,” ha avvertito, aggiungendo che molti migranti proseguono subito verso sud dopo essere arrivati a Helsinki o Tornio.
La Guardia di Frontiera ha richiesto al Ministero dell’Interno fondi aggiuntivi per intensificare i controlli basati sull’intelligence nei punti di ingresso chiave, tra cui l’aeroporto di Helsinki-Vantaa, il porto di Turku e il valico stradale settentrionale di Kilpisjärvi. Il governo sta inoltre preparando modifiche alla legge sugli stranieri che permetterebbero la reintroduzione temporanea dei controlli interni alle frontiere in caso di aumento dei movimenti secondari, sulla base di informazioni di intelligence. Misure simili erano state adottate durante la pandemia, ma le autorità sottolineano che eventuali nuovi controlli devono rispettare le regole UE di proporzionalità e libera circolazione.
Per le aziende che dipendono dal passaggio fluido di personale e merci attraverso le frontiere nordiche, la prospettiva di controlli occasionali è motivo di preoccupazione. Gli operatori logistici temono ritardi nelle spedizioni just-in-time ad alto valore che transitano dalla Svezia, mentre le multinazionali con hub regionali a Helsinki segnalano che l’incertezza potrebbe complicare la pianificazione dei viaggi di lavoro. Ai datori di lavoro è stato consigliato di assicurarsi che i dipendenti non UE abbiano sempre con sé la prova di residenza legale e autorizzazione al lavoro, anche sui voli nazionali, in caso di controlli improvvisi.
La discussione arriva mentre Bruxelles sta finalizzando lo Strumento per la Gestione delle Frontiere e dei Visti (BMVI) per il periodo 2028-34, che destinerà nuovi fondi agli Stati membri per tecnologie di sorveglianza e capacità di accoglienza. Le autorità finlandesi sperano che una parte di questi fondi UE possa essere destinata a lettori di passaporti mobili avanzati e piattaforme di condivisione dati per identificare i soggiornanti irregolari senza dover fermare sistematicamente tutti i viaggiatori. Nel frattempo, Pitkäniitty ha esortato imprese e viaggiatori a “rimanere vigili rispetto alle procedure in evoluzione” durante i picchi di traffico autunnali e invernali.
Fonte: Verkkouutiset
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