
Il programma cipriota di residenza tramite investimento, noto come “visto d’oro”, sta per subire la sua prima grande revisione dal 2021. Il Vice Ministro della Migrazione e Protezione Internazionale, Dr. Nicholas A. Ioannides, ha comunicato ai legislatori il 24 settembre che il governo ha completato un pacchetto di riforme volte a rendere il sistema più trasparente, allineato agli standard UE e meno soggetto ad abusi.
Il tempismo è strategico: Nicosia prevede che il Consiglio dell’UE voti per l’adesione completa di Cipro all’area Schengen senza frontiere all’inizio del 2027, trasformando di fatto il permesso di soggiorno cipriota in un documento di viaggio Schengen.
Secondo il piano, tutte le 12.000 naturalizzazioni e permessi di soggiorno rilasciati dal lancio del programma nel 2013 saranno riesaminati con criteri di due diligence aggiornati. Circa 1.500 pratiche degli ultimi due anni sono già sotto revisione. Le autorità potranno revocare i permessi in caso di mancato mantenimento degli asset qualificanti, dichiarazioni false o sanzioni internazionali.
Un nuovo sistema informativo inter-agenzia permetterà a immigrazione, fisco e polizia di monitorare i richiedenti “dall’arrivo alla partenza”, riducendo drasticamente il rischio di frodi. Cambieranno anche le soglie di investimento: le bozze normative, ora al vaglio dei ministeri delle finanze e dell’interno, propongono un investimento minimo di 350.000 euro in immobili, con almeno il 25% destinato a settori strategici come istruzione, tecnologia della difesa o energie rinnovabili.
I richiedenti dovranno dimostrare la provenienza lecita dei fondi e saranno sottoposti a controlli di conformità ogni cinque anni. Gli investitori extra-UE non potranno più affittare le abitazioni qualificate per brevi periodi turistici, misura pensata per alleviare la pressione sul mercato immobiliare locale.
Parallelamente, il Vice Ministero sta digitalizzando i servizi migratori: da ottobre, datori di lavoro e residenti stranieri potranno rinnovare online cinque categorie di permessi e monitorare lo stato delle domande in tempo reale.
Il ministero segnala che l’arretrato delle richieste d’asilo è già sceso da 24.000 a 12.500 grazie all’automazione dei processi e a un programma accelerato di rimpatri volontari finanziato fino all’85% dall’UE.
Per le multinazionali e i clienti privati il messaggio è chiaro: la porta di Cipro resta aperta, ma il controllo si fa più rigoroso. Con l’adesione a Schengen all’orizzonte, gli standard di conformità si allineeranno a quelli di altri programmi UE come Grecia e Portogallo. Le società che assistono clienti facoltosi devono aspettarsi tempi di elaborazione più lunghi, controlli più approfonditi sull’origine dei capitali e un’attenzione maggiore all’impatto economico reale nelle future domande.
Il tempismo è strategico: Nicosia prevede che il Consiglio dell’UE voti per l’adesione completa di Cipro all’area Schengen senza frontiere all’inizio del 2027, trasformando di fatto il permesso di soggiorno cipriota in un documento di viaggio Schengen.
Secondo il piano, tutte le 12.000 naturalizzazioni e permessi di soggiorno rilasciati dal lancio del programma nel 2013 saranno riesaminati con criteri di due diligence aggiornati. Circa 1.500 pratiche degli ultimi due anni sono già sotto revisione. Le autorità potranno revocare i permessi in caso di mancato mantenimento degli asset qualificanti, dichiarazioni false o sanzioni internazionali.
Un nuovo sistema informativo inter-agenzia permetterà a immigrazione, fisco e polizia di monitorare i richiedenti “dall’arrivo alla partenza”, riducendo drasticamente il rischio di frodi. Cambieranno anche le soglie di investimento: le bozze normative, ora al vaglio dei ministeri delle finanze e dell’interno, propongono un investimento minimo di 350.000 euro in immobili, con almeno il 25% destinato a settori strategici come istruzione, tecnologia della difesa o energie rinnovabili.
I richiedenti dovranno dimostrare la provenienza lecita dei fondi e saranno sottoposti a controlli di conformità ogni cinque anni. Gli investitori extra-UE non potranno più affittare le abitazioni qualificate per brevi periodi turistici, misura pensata per alleviare la pressione sul mercato immobiliare locale.
Parallelamente, il Vice Ministero sta digitalizzando i servizi migratori: da ottobre, datori di lavoro e residenti stranieri potranno rinnovare online cinque categorie di permessi e monitorare lo stato delle domande in tempo reale.
Il ministero segnala che l’arretrato delle richieste d’asilo è già sceso da 24.000 a 12.500 grazie all’automazione dei processi e a un programma accelerato di rimpatri volontari finanziato fino all’85% dall’UE.
Per le multinazionali e i clienti privati il messaggio è chiaro: la porta di Cipro resta aperta, ma il controllo si fa più rigoroso. Con l’adesione a Schengen all’orizzonte, gli standard di conformità si allineeranno a quelli di altri programmi UE come Grecia e Portogallo. Le società che assistono clienti facoltosi devono aspettarsi tempi di elaborazione più lunghi, controlli più approfonditi sull’origine dei capitali e un’attenzione maggiore all’impatto economico reale nelle future domande.
Fonte: Cyprus Business News / KNews
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