
Nonostante la sospensione di flydubai e la sospensione del codeshare di Emirates, i viaggiatori hanno ancora opzioni dirette tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele, riporta The National. Etihad Airways effettua sei voli di andata e ritorno giornalieri tra Abu Dhabi e Tel Aviv, mentre le compagnie israeliane El Al e Arkia hanno avviato voli “di salvataggio” limitati da Dubai, con l’intenzione di ripristinare i servizi regolari entro fine mese. La low cost Israir punta a riprendere le operazioni su Dubai il 18 novembre. La riorganizzazione della capacità ha spostato temporaneamente il baricentro da Dubai International all’aeroporto internazionale Zayed di Abu Dhabi. Le agenzie di gestione viaggi segnalano che gli itinerari aziendali ora transitano principalmente dall’hub di Etihad, aumentando la domanda per hotel e servizi di autista ad Abu Dhabi. Le tariffe medie di sola andata in business class AUH-TLV sono aumentate del 27% settimana su settimana, raggiungendo i 5.850 AED, secondo ForwardKeys. Per i team di compliance, questa dinamica evidenzia la necessità di monitorare costantemente le misure di sicurezza di ogni vettore. Le compagnie israeliane operano attualmente sotto direttive di sicurezza emesse dalla GCAA, che prevedono la presenza di air marshal a bordo e procedure modificate per le porte della cabina di pilotaggio. Le multinazionali con sedi regionali in entrambi i Paesi stanno adottando strategie di routing ibride: utilizzano Etihad per viaggi urgenti e connessioni tramite Giordania o Cipro per spostamenti meno critici, bilanciando costi e rischi. Stanno inoltre rivedendo i piani di evacuazione d’emergenza in caso di ulteriori escalation che possano causare chiusure più ampie dello spazio aereo. Si ricorda ai dipendenti che l’immigrazione degli Emirati offre ancora il visto all’arrivo per i cittadini israeliani, ma le compagnie aeree potrebbero negare l’imbarco se i voli successivi verso Tel Aviv vengono cancellati con breve preavviso.
Fonte: The National