
Emirates ha annunciato lunedì sera la sospensione “immediata” di tutti i voli in codeshare operati dalla compagnia partner flydubai tra Dubai e Tel Aviv, a seguito dell’incidente di sicurezza in cabina di pilotaggio del volo FZ1073 avvenuto la scorsa settimana. L’aggiornamento, pubblicato alle 20:31 (ora UAE) del 5 ottobre, invita i passeggeri interessati a contattare Emirates o il proprio agente di viaggio per la riprenotazione, sottolineando che i voli Emirates verso Israele riprenderanno solo dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni di sicurezza e regolamentari.
Sebbene Emirates non operi voli propri sulla tratta, i codeshare giornalieri rappresentavano un importante flusso di passeggeri in classe premium provenienti dalla sua rete globale a lungo raggio verso Israele. Gli analisti del settore stimano che la sospensione comporti la cancellazione di circa 2.000 posti giornalieri con biglietto Emirates, causando disagi negli itinerari aziendali e nel traffico MICE durante il periodo autunnale più intenso.
La compagnia sta collaborando con Etihad e vettori israeliani per offrire rotte alternative via Abu Dhabi o Istanbul. La decisione arriva in un contesto di crescenti tensioni regionali e segue i permessi d’emergenza rilasciati dall’Autorità Generale per l’Aviazione Civile degli Emirati (GCAA), che consentono a El Al, Arkia e Israir di operare voli sostitutivi temporanei da Dubai International.
I responsabili dei viaggi d’affari devono prepararsi a una situazione di continua instabilità: gli slot all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv restano limitati e i premi per l’assicurazione contro i rischi di guerra sono aumentati del 18% dal 1° ottobre, secondo Marsh. Per le aziende, le priorità immediate sono il monitoraggio dei viaggiatori e le eccezioni alle policy. Molte hanno già autorizzato prenotazioni in premium economy via Amman o Il Cairo per evitare scali a Tel Aviv, mentre alcune stanno spostando gli incontri regionali a Cipro o Atene.
I team di mobilità devono ricordare ai dipendenti le regole sui visti di transito negli UAE, in particolare il permesso di transito di 96 ore, e assicurarsi che i contatti di emergenza siano aggiornati. Emirates non ha indicato una data per la ripresa dei servizi, precisando che la riattivazione operativa dipenderà dal completamento di un audit interno sulla sicurezza da parte di flydubai e dalla valutazione complessiva della sicurezza da parte delle autorità emiratine e israeliane.
Sebbene Emirates non operi voli propri sulla tratta, i codeshare giornalieri rappresentavano un importante flusso di passeggeri in classe premium provenienti dalla sua rete globale a lungo raggio verso Israele. Gli analisti del settore stimano che la sospensione comporti la cancellazione di circa 2.000 posti giornalieri con biglietto Emirates, causando disagi negli itinerari aziendali e nel traffico MICE durante il periodo autunnale più intenso.
La compagnia sta collaborando con Etihad e vettori israeliani per offrire rotte alternative via Abu Dhabi o Istanbul. La decisione arriva in un contesto di crescenti tensioni regionali e segue i permessi d’emergenza rilasciati dall’Autorità Generale per l’Aviazione Civile degli Emirati (GCAA), che consentono a El Al, Arkia e Israir di operare voli sostitutivi temporanei da Dubai International.
I responsabili dei viaggi d’affari devono prepararsi a una situazione di continua instabilità: gli slot all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv restano limitati e i premi per l’assicurazione contro i rischi di guerra sono aumentati del 18% dal 1° ottobre, secondo Marsh. Per le aziende, le priorità immediate sono il monitoraggio dei viaggiatori e le eccezioni alle policy. Molte hanno già autorizzato prenotazioni in premium economy via Amman o Il Cairo per evitare scali a Tel Aviv, mentre alcune stanno spostando gli incontri regionali a Cipro o Atene.
I team di mobilità devono ricordare ai dipendenti le regole sui visti di transito negli UAE, in particolare il permesso di transito di 96 ore, e assicurarsi che i contatti di emergenza siano aggiornati. Emirates non ha indicato una data per la ripresa dei servizi, precisando che la riattivazione operativa dipenderà dal completamento di un audit interno sulla sicurezza da parte di flydubai e dalla valutazione complessiva della sicurezza da parte delle autorità emiratine e israeliane.
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