
Mancano poco più di una settimana al voto degli abitanti dell'Alberta nel referendum provinciale del 19 ottobre, e l'immigrazione è passata da tema marginale a fulcro di una campagna elettorale accesa. Il Partito Conservatore Unito della premier Danielle Smith ha aggiunto a agosto nove domande dettagliate al voto, alcune delle quali darebbero alla provincia il potere di fissare limiti all'ingresso di nuovi arrivati, imporre nuove tariffe sui servizi per i residenti temporanei e ridurre l'accesso ad alcuni benefici provinciali per chi non ha lo status permanente.
Questo cambiamento ha suscitato una risposta insolitamente compatta da parte delle associazioni imprenditoriali. La Camera di Commercio di Calgary, il Business Council of Alberta e gruppi industriali nei settori dell’energia, dell’agricoltura e della tecnologia hanno avvertito che un controllo provinciale più rigido potrebbe scoraggiare i lavoratori qualificati di cui la provincia ha disperatamente bisogno. Il 47% dei membri della Camera intervistati la scorsa settimana ha dichiarato che le modifiche proposte “danneggerebbero” la loro capacità di assumere o trattenere talenti; solo il 18% ritiene che le misure migliorerebbero le condizioni del mercato del lavoro.
Gli esperti legali sottolineano che l’immigrazione è una competenza condivisa e che qualsiasi tentativo di una provincia di stabilire limiti o tariffe proprie richiederebbe il consenso di Ottawa ai sensi della Sezione 95 della Costituzione. In pratica, l’Alberta esercita già una notevole influenza tramite l’Alberta Advantage Immigration Program (AAIP), che assegna ogni anno oltre 10.000 nomination provinciali. I critici sostengono quindi che le domande del referendum siano più simboliche che pratiche, ma il simbolismo conta: i candidati internazionali osservano attentamente i segnali politici quando scelgono la loro destinazione.
Dal punto di vista della mobilità globale, i datori di lavoro con trasferimenti intra-aziendali, appaltatori stranieri o neo-laureati dovrebbero prepararsi a due possibili scenari. Se vincerà il “Sì”, il governo provinciale probabilmente presenterà una legge per negoziare nuovi termini con Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC), creando un periodo di incertezza per l’elaborazione dei permessi di lavoro e l’assegnazione delle nomination nel 2027. Se la misura fallirà, il dibattito potrebbe comunque riemergere alle elezioni provinciali del 2027, prolungando l’incertezza.
Consiglio pratico: le aziende che trasferiscono personale in Alberta nei prossimi 12 mesi farebbero bene a presentare le domande per l’AAIP o per i permessi di lavoro federali il prima possibile, a formalizzare le offerte di lavoro con lettere di incarico più lunghe e a includere clausole contrattuali che permettano di adeguare la data di inizio in base a eventuali cambiamenti normativi. Dovrebbero inoltre monitorare eventuali aggiornamenti sui programmi IRCC che seguiranno i risultati del referendum, soprattutto se Ottawa si impegnerà in negoziati formali con la provincia.
Questo cambiamento ha suscitato una risposta insolitamente compatta da parte delle associazioni imprenditoriali. La Camera di Commercio di Calgary, il Business Council of Alberta e gruppi industriali nei settori dell’energia, dell’agricoltura e della tecnologia hanno avvertito che un controllo provinciale più rigido potrebbe scoraggiare i lavoratori qualificati di cui la provincia ha disperatamente bisogno. Il 47% dei membri della Camera intervistati la scorsa settimana ha dichiarato che le modifiche proposte “danneggerebbero” la loro capacità di assumere o trattenere talenti; solo il 18% ritiene che le misure migliorerebbero le condizioni del mercato del lavoro.
Gli esperti legali sottolineano che l’immigrazione è una competenza condivisa e che qualsiasi tentativo di una provincia di stabilire limiti o tariffe proprie richiederebbe il consenso di Ottawa ai sensi della Sezione 95 della Costituzione. In pratica, l’Alberta esercita già una notevole influenza tramite l’Alberta Advantage Immigration Program (AAIP), che assegna ogni anno oltre 10.000 nomination provinciali. I critici sostengono quindi che le domande del referendum siano più simboliche che pratiche, ma il simbolismo conta: i candidati internazionali osservano attentamente i segnali politici quando scelgono la loro destinazione.
Dal punto di vista della mobilità globale, i datori di lavoro con trasferimenti intra-aziendali, appaltatori stranieri o neo-laureati dovrebbero prepararsi a due possibili scenari. Se vincerà il “Sì”, il governo provinciale probabilmente presenterà una legge per negoziare nuovi termini con Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC), creando un periodo di incertezza per l’elaborazione dei permessi di lavoro e l’assegnazione delle nomination nel 2027. Se la misura fallirà, il dibattito potrebbe comunque riemergere alle elezioni provinciali del 2027, prolungando l’incertezza.
Consiglio pratico: le aziende che trasferiscono personale in Alberta nei prossimi 12 mesi farebbero bene a presentare le domande per l’AAIP o per i permessi di lavoro federali il prima possibile, a formalizzare le offerte di lavoro con lettere di incarico più lunghe e a includere clausole contrattuali che permettano di adeguare la data di inizio in base a eventuali cambiamenti normativi. Dovrebbero inoltre monitorare eventuali aggiornamenti sui programmi IRCC che seguiranno i risultati del referendum, soprattutto se Ottawa si impegnerà in negoziati formali con la provincia.
Fonte: IRCC.com
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