
L’aggiornamento del 12 ottobre del DFAT sulla pagina Smartraveller dedicata alla Corea del Sud conferma che i titolari di passaporto australiano resteranno esentati dall’obbligo di richiedere l’Electronic Travel Authorisation coreano (K-ETA) per soggiorni fino a 90 giorni, almeno fino al 31 dicembre 2026. La deroga, introdotta nel 2025 per rilanciare il turismo post-pandemia, era prevista in scadenza questo mese, generando incertezza tra i programmi di viaggio business.
Con l’estensione, gli australiani che entrano in Corea del Sud per turismo, conferenze, visite di mercato o brevi incarichi con clienti potranno continuare a viaggiare senza visto, senza pagare la tassa di ₩10.000 (circa 11 AUD) né dover presentare la domanda 72 ore prima della partenza. Rimane obbligatorio portare con sé la prova del biglietto di ritorno e i viaggiatori potrebbero essere interrogati all’arrivo su alloggio e disponibilità finanziarie.
Per i team di mobilità aziendale, la decisione elimina un passaggio amministrativo che stava lentamente tornando a complicare gli itinerari. Molte aziende australiane usano Seul come quartier generale regionale o hub per forniture di semiconduttori e collaborazioni nel settore della difesa; evitare il processo K-ETA consente di mantenere i tempi di preparazione per viaggi urgenti sotto le 48 ore.
I responsabili dei viaggi devono però ricordare che i permessi di reingresso restano obbligatori per i residenti stranieri in Corea che lasciano temporaneamente il paese. L’avviso DFAT sottolinea inoltre le regole sulla doppia cittadinanza, i possibili disagi nei trasporti dovuti a scioperi e il rischio costante di provocazioni dalla Corea del Nord. Le aziende con personale in missione devono assicurarsi che i dipendenti siano iscritti alle app locali di allerta emergenze e conoscano le procedure di rifugio sicuro.
I professionisti della mobilità dovrebbero aggiornare le checklist pre-viaggio per includere la deroga, ma continuare a monitorare eventuali cambiamenti normativi: il Ministero della Giustizia di Seul ha infatti annunciato che rivedrà l’esenzione a metà 2027 nell’ambito di una più ampia riforma del turismo in entrata.
Con l’estensione, gli australiani che entrano in Corea del Sud per turismo, conferenze, visite di mercato o brevi incarichi con clienti potranno continuare a viaggiare senza visto, senza pagare la tassa di ₩10.000 (circa 11 AUD) né dover presentare la domanda 72 ore prima della partenza. Rimane obbligatorio portare con sé la prova del biglietto di ritorno e i viaggiatori potrebbero essere interrogati all’arrivo su alloggio e disponibilità finanziarie.
Per i team di mobilità aziendale, la decisione elimina un passaggio amministrativo che stava lentamente tornando a complicare gli itinerari. Molte aziende australiane usano Seul come quartier generale regionale o hub per forniture di semiconduttori e collaborazioni nel settore della difesa; evitare il processo K-ETA consente di mantenere i tempi di preparazione per viaggi urgenti sotto le 48 ore.
I responsabili dei viaggi devono però ricordare che i permessi di reingresso restano obbligatori per i residenti stranieri in Corea che lasciano temporaneamente il paese. L’avviso DFAT sottolinea inoltre le regole sulla doppia cittadinanza, i possibili disagi nei trasporti dovuti a scioperi e il rischio costante di provocazioni dalla Corea del Nord. Le aziende con personale in missione devono assicurarsi che i dipendenti siano iscritti alle app locali di allerta emergenze e conoscano le procedure di rifugio sicuro.
I professionisti della mobilità dovrebbero aggiornare le checklist pre-viaggio per includere la deroga, ma continuare a monitorare eventuali cambiamenti normativi: il Ministero della Giustizia di Seul ha infatti annunciato che rivedrà l’esenzione a metà 2027 nell’ambito di una più ampia riforma del turismo in entrata.
Fonte: DFAT – Smartraveller
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