
Il 12 ottobre il Belgio si è svegliato con disagi diffusi a causa dello sciopero generale indetto dal sindacato pubblico ACOD contro i tagli previsti al bilancio federale. L’operatore ferroviario SNCB ha garantito solo il 70% dei treni InterCity e la metà dei servizi locali, mentre gli operatori regionali De Lijn e TEC hanno cancellato circa il 40% di autobus e tram. Anche la metropolitana dell’area di Bruxelles ha subito chiusure intermittenti. Lo sciopero ha coinvolto molti altri settori oltre ai trasporti: le scuole della rete fiamminga GO! hanno dovuto ridurre le lezioni, le emittenti pubbliche VRT e RTBF hanno trasmesso palinsesti ridotti e le consegne postali sono rallentate in tutto il paese. Diversi comuni hanno avvertito i cittadini che la raccolta dei rifiuti potrebbe richiedere giorni per tornare alla normalità. Sebbene l’aeroporto di Bruxelles abbia mantenuto il normale programma dei voli, la scarsità di treni e autobus ha complicato l’accesso per viaggiatori e personale. Eurostar ha segnalato ritardi multipli a causa della congestione a Bruxelles-Midi (vedi articolo dedicato). Le aziende di logistica hanno registrato lievi ritardi al porto di Anversa, dove gli autisti di camion hanno dovuto affrontare deviazioni per evitare i picchetti. Per i team di mobilità internazionale e risorse umane, lo sciopero evidenzia l’importanza di politiche di lavoro flessibili e percorsi alternativi per i dipendenti in arrivo. Alcune aziende hanno attivato il lavoro da remoto per evitare perdite di produttività, mentre altre hanno prenotato hotel vicino ai luoghi di lavoro per il personale essenziale. I sindacati avvertono che potrebbero seguire ulteriori azioni se il governo procederà con tagli a pensioni e organici. Le imprese con attività in Belgio dovrebbero quindi includere i possibili giorni di sciopero nei piani di rischio e comunicare con largo anticipo le opzioni di emergenza ai dipendenti in viaggio.
Fonte: Anadolu Agency