
Un’indagine di The Independent pubblicata il 20 ottobre mette in luce la crescente frustrazione tra studenti internazionali e dirigenti universitari per le decisioni imprevedibili del Home Office. Nonostante lo standard ufficiale di tre settimane, alcune domande per il visto studentesco stanno richiedendo fino a quattro mesi, con i casi prioritari che spesso non rispettano i tempi previsti. L’articolo riporta diversi esempi: uno studente cipriota di 19 anni ha perso una borsa di studio da 5.000 sterline dopo aver superato la scadenza di iscrizione del 15 ottobre; un laureando indiano in matematica ha ricevuto il visto solo due settimane prima dell’inizio delle lezioni; e una studentessa russa di moda ha ottenuto il permesso solo dopo l’avvio del corso. Universities UK e il Russell Group avvertono che i rifiuti arbitrari e i criteri poco chiari stanno minando il settore dell’istruzione internazionale del Regno Unito, che vale 40 miliardi di sterline. Quest’anno il Home Office ha inasprito le regole per i familiari a carico e introdotto il divieto di visto studentesco per quattro paesi, misure accolte favorevolmente da alcuni ma ritenute responsabili da molte istituzioni di un calo del 19% nelle richieste di visto per studio nell’anno fino a settembre 2026. Gli analisti del settore sottolineano che l’instabilità nei tempi di elaborazione aggrava l’effetto deterrente: Australia e Canada pubblicano dashboard in tempo reale sui tempi dei visti, mentre UKVI no. I team di mobilità globale che sponsorizzano assunzioni per programmi post-laurea dovrebbero monitorare le conseguenze: la riduzione degli ingressi internazionali restringerà il bacino nazionale per il reclutamento di lavoratori qualificati post-studio, costringendo le aziende a offrire salari più alti o a cercare talenti all’estero.
Fonte: The Independent