
Il principale portale di diritto sull'immigrazione, MySpainVisa, ha aggiornato le sue indicazioni per riflettere una realtà politica cruciale: il visto per la ricerca di lavoro in Spagna della durata di un anno (visado para la búsqueda de empleo) rimane di fatto chiuso per tutto il 2026. Il post, revisionato il 23 ottobre, chiarisce che l’ordine annuale delle quote (Orden ISM/1547/2025) assegna zero posti per la via consolare quest’anno e che non è stata pubblicata alcuna revisione a metà anno entro i sei mesi consentiti dalla legge.
Nel quadro migratorio spagnolo, esistono tecnicamente tre percorsi spesso raggruppati sotto l’etichetta “job-seeker”: (1) un visto consolare di 12 mesi riservato ai discendenti di spagnoli o a professioni espressamente elencate nella quota annuale GECCO; (2) un permesso di 24 mesi per laureati non UE che completano un titolo spagnolo; e (3) un cambio di status da studente a lavoratore all’interno del paese. Solo gli ultimi due restano operativi nel 2026.
I richiedenti fuori dalla Spagna senza ascendenza spagnola devono quindi ottenere un visto di lavoro sponsorizzato da un’azienda, un permesso per professionisti altamente qualificati, una Carta Blu UE o un visto per nomadi digitali. L’aggiornamento pone fine a mesi di confusione alimentata da post sui social media che lasciavano intendere che qualsiasi professionista non UE potesse ottenere un visto per la ricerca di lavoro spagnolo presso il proprio consolato locale. Studi legali segnalano un aumento delle domande respinte e degli appuntamenti consolari cancellati, soprattutto in America Latina e Sud-Est asiatico, dove alcune agenzie pubblicizzavano questa via come “aperta”.
Per i team di mobilità globale, questa precisazione restringe il quadro di pianificazione: inviare un dipendente in Spagna a scopo esplorativo ora richiede o l’iscrizione a un corso di studi riconosciuto o un permesso sponsorizzato da un datore di lavoro. Le aziende che assumono con breve preavviso dovrebbero inoltre considerare che il test sul mercato del lavoro è sospeso per i laureati che cambiano status secondo l’Articolo 190 del Real Decreto 1155/2024, rendendo l’assunzione diretta in campus un’opzione interessante.
Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione dovrebbe pubblicare l’ordine delle quote per il 2027 a dicembre; tuttavia, gli esperti dubitano che verrà ripristinata la categoria consolare per i job-seeker, dato il focus del governo su canali di lavoro basati sulla domanda.
Nel quadro migratorio spagnolo, esistono tecnicamente tre percorsi spesso raggruppati sotto l’etichetta “job-seeker”: (1) un visto consolare di 12 mesi riservato ai discendenti di spagnoli o a professioni espressamente elencate nella quota annuale GECCO; (2) un permesso di 24 mesi per laureati non UE che completano un titolo spagnolo; e (3) un cambio di status da studente a lavoratore all’interno del paese. Solo gli ultimi due restano operativi nel 2026.
I richiedenti fuori dalla Spagna senza ascendenza spagnola devono quindi ottenere un visto di lavoro sponsorizzato da un’azienda, un permesso per professionisti altamente qualificati, una Carta Blu UE o un visto per nomadi digitali. L’aggiornamento pone fine a mesi di confusione alimentata da post sui social media che lasciavano intendere che qualsiasi professionista non UE potesse ottenere un visto per la ricerca di lavoro spagnolo presso il proprio consolato locale. Studi legali segnalano un aumento delle domande respinte e degli appuntamenti consolari cancellati, soprattutto in America Latina e Sud-Est asiatico, dove alcune agenzie pubblicizzavano questa via come “aperta”.
Per i team di mobilità globale, questa precisazione restringe il quadro di pianificazione: inviare un dipendente in Spagna a scopo esplorativo ora richiede o l’iscrizione a un corso di studi riconosciuto o un permesso sponsorizzato da un datore di lavoro. Le aziende che assumono con breve preavviso dovrebbero inoltre considerare che il test sul mercato del lavoro è sospeso per i laureati che cambiano status secondo l’Articolo 190 del Real Decreto 1155/2024, rendendo l’assunzione diretta in campus un’opzione interessante.
Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione dovrebbe pubblicare l’ordine delle quote per il 2027 a dicembre; tuttavia, gli esperti dubitano che verrà ripristinata la categoria consolare per i job-seeker, dato il focus del governo su canali di lavoro basati sulla domanda.
Fonte: MySpainVisa