
La Direzione Generale dell'Aviazione Civile (DGCA) ha confermato che le ultime sette clausole delle nuove limitazioni ai tempi di servizio di volo (FDTL) in India sono entrate in vigore il 1° novembre 2025, completando una riforma in due fasi iniziata a luglio.
Le principali novità attive includono un periodo di riposo settimanale garantito di 48 ore, limiti più stringenti sulle ore cumulative di servizio e un riposo obbligatorio di 10 ore dopo le ferie. L’ultima tranche armonizza inoltre la programmazione di voli all’alba e al tramonto per le compagnie che operano nei settori orientali a “alba anticipata”, come Guwahati. Le compagnie aeree devono presentare mensilmente rapporti sulla gestione del rischio di affaticamento; il mancato rispetto comporta sanzioni fino a ₹1 crore per ogni violazione.
Perché è importante per i responsabili della mobilità: il mercato dell’aviazione domestica indiana prevede di gestire 480 milioni di passeggeri all’anno entro il 2030, con i viaggi aziendali che rappresentano quasi un quarto del totale. Le interruzioni legate all’affaticamento — ritardi, deviazioni e sostituzioni dell’equipaggio all’ultimo minuto — costano alle imprese milioni in connessioni perse. I dati preliminari da luglio a ottobre mostrano una riduzione del 17% degli episodi di affaticamento auto-segnalati dai piloti sulle principali compagnie.
Sebbene le compagnie prevedano una temporanea riduzione della capacità del 2-3%, gli analisti stimano una stabilizzazione degli orari con il calendario invernale 2025/26. Le aziende dovrebbero rivedere gli SLA delle loro politiche di viaggio con le compagnie preferite e considerare possibili finestre di riprogrammazione negli itinerari sensibili al tempo, soprattutto per le connessioni internazionali in giornata da Delhi, Mumbai e Bengaluru.
La DGCA ha inoltre concesso un’esenzione invernale limitata per le rotte europee di Air India con Boeing 787, interessate da deviazioni nello spazio aereo pakistano, dimostrando la volontà del regolatore di bilanciare sicurezza e realtà operative. Tuttavia, tali esenzioni richiedono crediti di riposo aggiuntivi, sottolineando che la gestione dell’affaticamento è ormai una questione di conformità a livello dirigenziale per le compagnie indiane.
Le principali novità attive includono un periodo di riposo settimanale garantito di 48 ore, limiti più stringenti sulle ore cumulative di servizio e un riposo obbligatorio di 10 ore dopo le ferie. L’ultima tranche armonizza inoltre la programmazione di voli all’alba e al tramonto per le compagnie che operano nei settori orientali a “alba anticipata”, come Guwahati. Le compagnie aeree devono presentare mensilmente rapporti sulla gestione del rischio di affaticamento; il mancato rispetto comporta sanzioni fino a ₹1 crore per ogni violazione.
Perché è importante per i responsabili della mobilità: il mercato dell’aviazione domestica indiana prevede di gestire 480 milioni di passeggeri all’anno entro il 2030, con i viaggi aziendali che rappresentano quasi un quarto del totale. Le interruzioni legate all’affaticamento — ritardi, deviazioni e sostituzioni dell’equipaggio all’ultimo minuto — costano alle imprese milioni in connessioni perse. I dati preliminari da luglio a ottobre mostrano una riduzione del 17% degli episodi di affaticamento auto-segnalati dai piloti sulle principali compagnie.
Sebbene le compagnie prevedano una temporanea riduzione della capacità del 2-3%, gli analisti stimano una stabilizzazione degli orari con il calendario invernale 2025/26. Le aziende dovrebbero rivedere gli SLA delle loro politiche di viaggio con le compagnie preferite e considerare possibili finestre di riprogrammazione negli itinerari sensibili al tempo, soprattutto per le connessioni internazionali in giornata da Delhi, Mumbai e Bengaluru.
La DGCA ha inoltre concesso un’esenzione invernale limitata per le rotte europee di Air India con Boeing 787, interessate da deviazioni nello spazio aereo pakistano, dimostrando la volontà del regolatore di bilanciare sicurezza e realtà operative. Tuttavia, tali esenzioni richiedono crediti di riposo aggiuntivi, sottolineando che la gestione dell’affaticamento è ormai una questione di conformità a livello dirigenziale per le compagnie indiane.
Fonte: Times of India
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