
Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha confermato il 10 novembre l’invio di ingegneri della Royal Air Force e disturbatori elettromagnetici in Belgio, su richiesta delle autorità belghe, definendo la missione una risposta a “attività di droni ostili che ricordano le tattiche ibride russe”.
L’Ammiraglio Sir Richard Knighton ha dichiarato alla BBC che il personale britannico ha iniziato ad arrivare nel fine settimana e opererà sotto il comando belga per proteggere Zaventem, Liegi e le principali strutture della NATO. Il Segretario alla Difesa John Healey ha descritto l’intervento come un gesto di “solidarietà alleata”, suggerendo che pacchetti di assistenza rapida simili potrebbero essere estesi ad altri aeroporti europei soggetti a incursioni di droni senza pilota.
Per le aziende internazionali, questo dispiegamento rappresenta un’arma a doppio taglio: se da un lato aumenta la capacità di prevenire chiusure improvvise degli aeroporti, dall’altro segnala un innalzamento del livello di minaccia. Le imprese con spedizioni urgenti o viaggi dirigenziali via Bruxelles sono invitate a monitorare in tempo reale i NOTAM e gli avvisi di viaggio governativi.
Il team della RAF rimarrà “per tutto il tempo necessario dal punto di vista operativo”, secondo le autorità belghe, sollevando interrogativi su come saranno gestiti i costi e le modalità di comando e controllo tra forze alleate e autorità civili dell’aviazione. Gli esperti legali sottolineano che la responsabilità per eventuali interferenze accidentali ai segnali dovrà essere regolata da chiari protocolli d’intesa, soprattutto in base alle normative europee sulla sicurezza aerea.
Gli analisti ritengono che questo caso potrebbe accelerare gli acquisti congiunti di sistemi anti-drone nell’ambito della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) dell’UE, offrendo alle aziende un’anticipazione di come le minacce alla sicurezza in rapida evoluzione possano influenzare la logistica della mobilità, i premi assicurativi e la pianificazione della gestione delle crisi.
L’Ammiraglio Sir Richard Knighton ha dichiarato alla BBC che il personale britannico ha iniziato ad arrivare nel fine settimana e opererà sotto il comando belga per proteggere Zaventem, Liegi e le principali strutture della NATO. Il Segretario alla Difesa John Healey ha descritto l’intervento come un gesto di “solidarietà alleata”, suggerendo che pacchetti di assistenza rapida simili potrebbero essere estesi ad altri aeroporti europei soggetti a incursioni di droni senza pilota.
Per le aziende internazionali, questo dispiegamento rappresenta un’arma a doppio taglio: se da un lato aumenta la capacità di prevenire chiusure improvvise degli aeroporti, dall’altro segnala un innalzamento del livello di minaccia. Le imprese con spedizioni urgenti o viaggi dirigenziali via Bruxelles sono invitate a monitorare in tempo reale i NOTAM e gli avvisi di viaggio governativi.
Il team della RAF rimarrà “per tutto il tempo necessario dal punto di vista operativo”, secondo le autorità belghe, sollevando interrogativi su come saranno gestiti i costi e le modalità di comando e controllo tra forze alleate e autorità civili dell’aviazione. Gli esperti legali sottolineano che la responsabilità per eventuali interferenze accidentali ai segnali dovrà essere regolata da chiari protocolli d’intesa, soprattutto in base alle normative europee sulla sicurezza aerea.
Gli analisti ritengono che questo caso potrebbe accelerare gli acquisti congiunti di sistemi anti-drone nell’ambito della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) dell’UE, offrendo alle aziende un’anticipazione di come le minacce alla sicurezza in rapida evoluzione possano influenzare la logistica della mobilità, i premi assicurativi e la pianificazione della gestione delle crisi.
Fonte: CBS News