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Il Belgio Ingaggia Squadre Straniere Anti-Drone Dopo la Chiusura Degli Aeroporti

nov 11, 2025
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Il Belgio Ingaggia Squadre Straniere Anti-Drone Dopo la Chiusura Degli Aeroporti
Il Belgio ha formalmente richiesto e ottenuto assistenza militare da Francia, Germania e Regno Unito per contrastare un aumento di avvistamenti di droni ostili che hanno ripetutamente costretto alla chiusura gli aeroporti di Bruxelles e Liegi nell’ultima settimana. La decisione è stata confermata il 10 novembre, dopo che il Consiglio federale per la Sicurezza ha approvato un budget d’emergenza di 50 milioni di euro per nuovi sistemi di rilevamento e disturbo.

Le unità straniere coinvolte comprendono 20 specialisti della Royal Air Force dotati di kit portatili per la guerra elettronica, operatori dell’esercito francese con il sistema di disturbo “Parade” e una squadra radar tedesca solitamente impiegata per la protezione dei vertici del G7. Questi si affiancheranno alla piccola squadra belga anti-droni (Counter-UAS), creata nel 2021 ma ancora carente di equipaggiamenti sufficienti per coprire più siti contemporaneamente.

Il Belgio Ingaggia Squadre Straniere Anti-Drone Dopo la Chiusura Degli Aeroporti


La mossa segue almeno cinque chiusure forzate dello spazio aereo belga negli ultimi sette giorni, culminate con la sospensione di cinque ore dell’aeroporto di Bruxelles il 4 novembre, che ha lasciato a terra oltre 20.000 viaggiatori e ha interrotto decine di collegamenti cargo fondamentali per le catene di approvvigionamento dell’UE. Le autorità riferiscono che alcuni droni erano “di grandi dimensioni, volavano in formazione e disponevano di sistemi di navigazione militare”, alimentando sospetti di spionaggio sponsorizzato da stati, collegato ai beni russi congelati presso Euroclear, con sede a Bruxelles.

Per i responsabili della mobilità la preoccupazione immediata è garantire la continuità operativa: l’aeroporto di Bruxelles gestisce circa 700 voli e 70.000 passeggeri al giorno. Le compagnie aeree sono state invitate a preparare piani di deviazione verso Amsterdam o Parigi con breve preavviso, mentre i fornitori logistici stanno dirottando le merci di alto valore attraverso il Lussemburgo. Ai datori di lavoro è consigliato aggiungere margini di tempo nella pianificazione degli itinerari, fornire indicazioni di sicurezza ai dipendenti inviati all’estero e registrare i viaggiatori sulle piattaforme di tracciamento d’emergenza.

Sul lungo termine, l’incidente dovrebbe accelerare le discussioni dell’UE su un sistema comune di difesa aerea per gli hub civili. La rapida richiesta di aiuto alleata da parte del Belgio è vista all’interno della NATO come un caso di prova per un supporto di sicurezza “plug-and-play”, ma mette anche in luce le lacune nella protezione delle infrastrutture critiche europee, che le multinazionali devono ora integrare nelle loro politiche di duty of care.
Fonte: Reuters

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