
In un’importante iniziativa di governance digitale, il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ha lanciato il 12 novembre la nuova generazione del suo sistema di punta, Passport Seva. Denominato “Passport Seva Programme V2.0” (PSP V2.0) per gli utenti nazionali e “Global Passport Seva Programme V2.0” (GPSP V2.0) per le missioni all’estero, l’aggiornamento collega 37 uffici regionali passaporti, 93 Passport Seva Kendra, 450 sportelli postali PSK e oltre 190 ambasciate e consolati su un’unica piattaforma cloud.
Il fulcro è il primo e-Passport indiano conforme agli standard ICAO. Ogni libretto ora integra un chip RFID e un’antenna che replicano i dati stampati sulla pagina fotografica, permettendo l’autenticazione automatica ai varchi elettronici in tutto il mondo e riducendo drasticamente il rischio di clonazione. I funzionari del MEA hanno confermato che tutti i nuovi passaporti saranno emessi in questo formato, mentre i libretti esistenti resteranno validi fino alla scadenza.
PSP V2.0 introduce un’interfaccia utente intuitiva in stile consumer, moduli precompilati e pagamenti tramite UPI o codice QR. Chatbot basati su intelligenza artificiale assistono gli utenti nel caricamento dei documenti, mentre voicebot rispondono 24 ore su 24 in 13 lingue. Per i team di mobilità aziendale, un modulo rinnovato per le domande di gruppo consente ai dipartimenti HR di gestire e monitorare simultaneamente decine di rinnovi, una richiesta a lungo attesa dalle multinazionali con sede in India.
Sul fronte consolare, GPSP V2.0 si integra con le reti BLS e VFS, permettendo agli indiani all’estero di inviare richieste biometriche e di rinnovo postale senza dover reinserire i dati. Le missioni negli Emirati Arabi Uniti, a Singapore e negli Stati Uniti — che insieme gestiscono oltre 8 milioni di passaporti all’anno — hanno già adottato il nuovo sistema; le altre transiteranno entro marzo 2026.
Gli analisti sottolineano che questo aggiornamento posiziona l’India tra i paesi dotati di e-Passport proprio mentre l’UE e gli stati del Golfo implementano varchi biometrici esclusivi. Le imprese prevedono rotazioni dell’equipaggio più rapide, meno casi di rifiuto documentale e una sicurezza rafforzata contro le frodi d’identità — risultati fondamentali in un momento in cui la mobilità globale supera i livelli pre-pandemia.
Il fulcro è il primo e-Passport indiano conforme agli standard ICAO. Ogni libretto ora integra un chip RFID e un’antenna che replicano i dati stampati sulla pagina fotografica, permettendo l’autenticazione automatica ai varchi elettronici in tutto il mondo e riducendo drasticamente il rischio di clonazione. I funzionari del MEA hanno confermato che tutti i nuovi passaporti saranno emessi in questo formato, mentre i libretti esistenti resteranno validi fino alla scadenza.
PSP V2.0 introduce un’interfaccia utente intuitiva in stile consumer, moduli precompilati e pagamenti tramite UPI o codice QR. Chatbot basati su intelligenza artificiale assistono gli utenti nel caricamento dei documenti, mentre voicebot rispondono 24 ore su 24 in 13 lingue. Per i team di mobilità aziendale, un modulo rinnovato per le domande di gruppo consente ai dipartimenti HR di gestire e monitorare simultaneamente decine di rinnovi, una richiesta a lungo attesa dalle multinazionali con sede in India.
Sul fronte consolare, GPSP V2.0 si integra con le reti BLS e VFS, permettendo agli indiani all’estero di inviare richieste biometriche e di rinnovo postale senza dover reinserire i dati. Le missioni negli Emirati Arabi Uniti, a Singapore e negli Stati Uniti — che insieme gestiscono oltre 8 milioni di passaporti all’anno — hanno già adottato il nuovo sistema; le altre transiteranno entro marzo 2026.
Gli analisti sottolineano che questo aggiornamento posiziona l’India tra i paesi dotati di e-Passport proprio mentre l’UE e gli stati del Golfo implementano varchi biometrici esclusivi. Le imprese prevedono rotazioni dell’equipaggio più rapide, meno casi di rifiuto documentale e una sicurezza rafforzata contro le frodi d’identità — risultati fondamentali in un momento in cui la mobilità globale supera i livelli pre-pandemia.
Fonte: The Statesman
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