
In visita ad Ankara il 13 novembre, il neo eletto leader turco-cipriota Tufan Erhurman e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno dichiarato che, a loro avviso, una soluzione a due stati rimane l’unica via realistica per risolvere la divisione dell’isola, che dura da 51 anni. Pur essendo principalmente una dichiarazione politica, queste affermazioni arrivano mentre gli inviati ONU esplorano discretamente misure di fiducia reciproca, come l’apertura di nuovi punti di attraversamento della Linea Verde e la gestione congiunta delle risorse idrocarburiche, che influenzerebbero direttamente il movimento transfrontaliero di persone e merci.
Erdogan ha sostenuto che i precedenti negoziati per una soluzione federale “non hanno portato a nulla” e ha accusato la parte greco-cipriota di voler “ridurre i turco-ciprioti a uno status di minoranza”. Erhurman, invece, ha mostrato una certa apertura verso una federazione sostenuta dall’ONU, a patto che si impari dagli errori del passato. I diplomatici a Nicosia interpretano questo messaggio ambivalente come una mossa tattica in vista di un previsto vertice informale ONU all’inizio del prossimo anno.
Per i pianificatori della mobilità, la retorica politica è importante perché il numero di attraversamenti giornalieri della zona cuscinetto sorvegliata dall’ONU è tornato ai livelli pre-pandemici, circa 10.000 persone ogni giorno feriale, trainato dai lavoratori turco-ciprioti che si spostano verso lavori nel settore delle costruzioni e dell’ospitalità nel sud. Le camere di commercio di entrambe le parti temono che un irrigidimento delle posizioni possa bloccare gli aggiornamenti previsti, tra cui un nuovo passaggio pedonale a Pyla e il pre-accertamento digitale per i cittadini UE che guidano auto a noleggio verso nord.
Se i negoziati dovessero rimanere bloccati, Cipro potrebbe ampliare le misure unilaterali introdotte a luglio, come i pass d’ingresso con codice QR, controlli doganali a campione sui pacchi e regole più severe per i titolari di passaporti non UE che attraversano da nord a sud. Al contrario, una svolta potrebbe portare a un regime doganale condiviso che semplificherebbe la logistica per le aziende attive sull’intera isola.
I team di mobilità globale con personale a Nicosia dovrebbero quindi monitorare attentamente la situazione politica e mantenere piani di emergenza: coperture assicurative doppie per i veicoli che attraversano la zona cuscinetto, percorsi alternativi di pendolarismo via Larnaca e aggiornamenti sulle indicazioni relative ai timbri sul passaporto che potrebbero complicare viaggi futuri nell’area Schengen.
Erdogan ha sostenuto che i precedenti negoziati per una soluzione federale “non hanno portato a nulla” e ha accusato la parte greco-cipriota di voler “ridurre i turco-ciprioti a uno status di minoranza”. Erhurman, invece, ha mostrato una certa apertura verso una federazione sostenuta dall’ONU, a patto che si impari dagli errori del passato. I diplomatici a Nicosia interpretano questo messaggio ambivalente come una mossa tattica in vista di un previsto vertice informale ONU all’inizio del prossimo anno.
Per i pianificatori della mobilità, la retorica politica è importante perché il numero di attraversamenti giornalieri della zona cuscinetto sorvegliata dall’ONU è tornato ai livelli pre-pandemici, circa 10.000 persone ogni giorno feriale, trainato dai lavoratori turco-ciprioti che si spostano verso lavori nel settore delle costruzioni e dell’ospitalità nel sud. Le camere di commercio di entrambe le parti temono che un irrigidimento delle posizioni possa bloccare gli aggiornamenti previsti, tra cui un nuovo passaggio pedonale a Pyla e il pre-accertamento digitale per i cittadini UE che guidano auto a noleggio verso nord.
Se i negoziati dovessero rimanere bloccati, Cipro potrebbe ampliare le misure unilaterali introdotte a luglio, come i pass d’ingresso con codice QR, controlli doganali a campione sui pacchi e regole più severe per i titolari di passaporti non UE che attraversano da nord a sud. Al contrario, una svolta potrebbe portare a un regime doganale condiviso che semplificherebbe la logistica per le aziende attive sull’intera isola.
I team di mobilità globale con personale a Nicosia dovrebbero quindi monitorare attentamente la situazione politica e mantenere piani di emergenza: coperture assicurative doppie per i veicoli che attraversano la zona cuscinetto, percorsi alternativi di pendolarismo via Larnaca e aggiornamenti sulle indicazioni relative ai timbri sul passaporto che potrebbero complicare viaggi futuri nell’area Schengen.
Fonte: Reuters
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