
Un tribunale federale di Chicago ha ordinato all'Immigration and Customs Enforcement (ICE) di iniziare a rilasciare centinaia di persone arrestate durante le retate sul posto di lavoro dello scorso mese, nell’ambito dell’“Operazione Midway Blitz”, affermando che gli agenti hanno violato un decreto del 2022 che vieta arresti senza mandato.
Il giudice distrettuale Jeffrey Cummings ha concesso al Dipartimento di Giustizia fino al 19 novembre per identificare quali dei 615 potenziali membri della classe siano ancora in custodia. A chi non ha ordini di espulsione o precedenti penali deve essere offerta una cauzione di 1.500 dollari; 13 detenuti sono stati rilasciati immediatamente. La sentenza vieta inoltre a ICE e CBP di esercitare pressioni sui detenuti affinché firmino moduli di partenza volontaria durante il procedimento legale in corso.
L’American Civil Liberties Union e il National Immigrant Justice Center, che hanno promosso la causa, sostengono che ICE abbia usato forza eccessiva e abbia evitato i mandati giudiziari durante le retate coordinate nei centri logistici vicino all’aeroporto internazionale O’Hare, strutture che impiegano numerosi lavoratori temporanei per conto di grandi aziende della Fortune 500.
Per i datori di lavoro, la decisione sottolinea l’importanza della conformità al modulo I-9 e del controllo dei contrattisti: il tribunale ha lasciato intendere che le aziende potrebbero essere citate per verificare se gli agenti abbiano superato i limiti dell’autorità civile per le ispezioni sul posto di lavoro. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero prepararsi a un aumento delle attività di controllo una volta riprese le retate e informare i lavoratori assegnati, in particolare quelli con permessi di lavoro in attesa di rinnovo, sui loro diritti durante le azioni di controllo.
La prossima udienza è fissata per il 21 novembre; gli avvocati di ICE hanno segnalato la possibilità di un ricorso, citando “preoccupazioni per la sicurezza pubblica” riguardo a un sottoinsieme di detenuti.
Il giudice distrettuale Jeffrey Cummings ha concesso al Dipartimento di Giustizia fino al 19 novembre per identificare quali dei 615 potenziali membri della classe siano ancora in custodia. A chi non ha ordini di espulsione o precedenti penali deve essere offerta una cauzione di 1.500 dollari; 13 detenuti sono stati rilasciati immediatamente. La sentenza vieta inoltre a ICE e CBP di esercitare pressioni sui detenuti affinché firmino moduli di partenza volontaria durante il procedimento legale in corso.
L’American Civil Liberties Union e il National Immigrant Justice Center, che hanno promosso la causa, sostengono che ICE abbia usato forza eccessiva e abbia evitato i mandati giudiziari durante le retate coordinate nei centri logistici vicino all’aeroporto internazionale O’Hare, strutture che impiegano numerosi lavoratori temporanei per conto di grandi aziende della Fortune 500.
Per i datori di lavoro, la decisione sottolinea l’importanza della conformità al modulo I-9 e del controllo dei contrattisti: il tribunale ha lasciato intendere che le aziende potrebbero essere citate per verificare se gli agenti abbiano superato i limiti dell’autorità civile per le ispezioni sul posto di lavoro. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero prepararsi a un aumento delle attività di controllo una volta riprese le retate e informare i lavoratori assegnati, in particolare quelli con permessi di lavoro in attesa di rinnovo, sui loro diritti durante le azioni di controllo.
La prossima udienza è fissata per il 21 novembre; gli avvocati di ICE hanno segnalato la possibilità di un ricorso, citando “preoccupazioni per la sicurezza pubblica” riguardo a un sottoinsieme di detenuti.
Fonte: The Guardian
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