
Il Ministero della Cultura e del Turismo cinese ha pubblicato domenica 17 novembre un avviso straordinariamente diretto, invitando i cittadini cinesi a posticipare viaggi di piacere o di lavoro in Giappone e consigliando a chi si trova già lì di “aumentare la vigilanza e contattare immediatamente l’ambasciata in caso di emergenza”. L’allerta rafforza un precedente avviso del Ministero degli Esteri, diffuso venerdì sera, che segnalava un “netto peggioramento” della sicurezza pubblica per i cittadini cinesi in Giappone, a seguito di una serie di aggressioni e di un aumento delle molestie anti-cinesi registrate in autunno. Pechino ha inoltre criticato le recenti dichiarazioni del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi, che ha ipotizzato un intervento di Tokyo in caso di conflitto a Taiwan che minacciasse la sopravvivenza del Giappone, definendo tali affermazioni “provocatorie e ostili”.
I mercati finanziari hanno reagito nel giro di poche ore. Le azioni di aziende simbolo del turismo e del retail quotate a Tokyo, come Fast Retailing (Uniqlo), Shiseido e Takashimaya, sono scese tra il 3 e il 6% nella giornata di lunedì, mentre gli analisti prevedono un ulteriore calo degli arrivi di visitatori dalla Cina continentale, già inferiori del 35% rispetto ai livelli pre-pandemia. Nel 2019 il Giappone aveva accolto 9 milioni di turisti cinesi, che avevano speso circa 12 miliardi di dollari; questa cifra potrebbe diminuire ulteriormente se venissero sospesi i voli charter per i tour di gruppo, hanno riferito fonti del settore a Nikkei Asia. Le compagnie aeree si preparano a cancellazioni lungo la redditizia rotta Cina-Giappone: solo China Eastern opera 180 frequenze settimanali.
L’avviso arriva in un momento delicato per le relazioni bilaterali. Nonostante l’interdipendenza economica rimanga profonda (il commercio bilaterale ha superato i 310 miliardi di dollari nel 2024), i rapporti politici si sono deteriorati a causa delle dispute sulle isole Senkaku/Diaoyu e della crescente cooperazione di sicurezza di Tokyo con Washington e Taipei. Il turismo ha da sempre rappresentato un elemento stabilizzante di “scambio tra i popoli”; la sua interruzione danneggia hotel, operatori duty-free e università che contano sulle iscrizioni di studenti cinesi.
Le implicazioni pratiche per i team di mobilità aziendale sono immediate:
• Sospendere o deviare i viaggi di lavoro non essenziali verso il Giappone.
• Verificare le politiche di duty of care e mantenere un monitoraggio 24/7 per il personale già presente in Giappone.
• Rivedere i briefing sulla sicurezza per gli espatriati e i piani di evacuazione, in particolare per le sedi di Tokyo, Osaka e Okinawa.
L’avviso non costituisce un divieto legale, ma la storia dimostra che gli allarmi di viaggio cinesi tendono a provocare sospensioni improvvise dei tour di gruppo da parte delle agenzie. Ciò, unito a possibili reazioni negative sui social media, potrebbe ridurre la domanda di posti e spingere le compagnie aeree a tagliare la capacità, aumentando i prezzi dei voli rimanenti. Le aziende con sedi regionali in Giappone dovrebbero prepararsi a possibili disagi nei viaggi che potrebbero protrarsi fino al picco del Capodanno lunare.
I mercati finanziari hanno reagito nel giro di poche ore. Le azioni di aziende simbolo del turismo e del retail quotate a Tokyo, come Fast Retailing (Uniqlo), Shiseido e Takashimaya, sono scese tra il 3 e il 6% nella giornata di lunedì, mentre gli analisti prevedono un ulteriore calo degli arrivi di visitatori dalla Cina continentale, già inferiori del 35% rispetto ai livelli pre-pandemia. Nel 2019 il Giappone aveva accolto 9 milioni di turisti cinesi, che avevano speso circa 12 miliardi di dollari; questa cifra potrebbe diminuire ulteriormente se venissero sospesi i voli charter per i tour di gruppo, hanno riferito fonti del settore a Nikkei Asia. Le compagnie aeree si preparano a cancellazioni lungo la redditizia rotta Cina-Giappone: solo China Eastern opera 180 frequenze settimanali.
L’avviso arriva in un momento delicato per le relazioni bilaterali. Nonostante l’interdipendenza economica rimanga profonda (il commercio bilaterale ha superato i 310 miliardi di dollari nel 2024), i rapporti politici si sono deteriorati a causa delle dispute sulle isole Senkaku/Diaoyu e della crescente cooperazione di sicurezza di Tokyo con Washington e Taipei. Il turismo ha da sempre rappresentato un elemento stabilizzante di “scambio tra i popoli”; la sua interruzione danneggia hotel, operatori duty-free e università che contano sulle iscrizioni di studenti cinesi.
Le implicazioni pratiche per i team di mobilità aziendale sono immediate:
• Sospendere o deviare i viaggi di lavoro non essenziali verso il Giappone.
• Verificare le politiche di duty of care e mantenere un monitoraggio 24/7 per il personale già presente in Giappone.
• Rivedere i briefing sulla sicurezza per gli espatriati e i piani di evacuazione, in particolare per le sedi di Tokyo, Osaka e Okinawa.
L’avviso non costituisce un divieto legale, ma la storia dimostra che gli allarmi di viaggio cinesi tendono a provocare sospensioni improvvise dei tour di gruppo da parte delle agenzie. Ciò, unito a possibili reazioni negative sui social media, potrebbe ridurre la domanda di posti e spingere le compagnie aeree a tagliare la capacità, aumentando i prezzi dei voli rimanenti. Le aziende con sedi regionali in Giappone dovrebbero prepararsi a possibili disagi nei viaggi che potrebbero protrarsi fino al picco del Capodanno lunare.
Fonte: ECNS / The Guardian