
I ministri dell’Interno dell’UE, riuniti a Bruxelles dal 17 al 19 novembre 2025, hanno raggiunto un accordo politico su un meccanismo più rigoroso e rapido per sospendere il regime di esenzione dal visto per i partner extra-UE che causano picchi di migrazione irregolare o criminalità. Pur non facendo parte dell’area Schengen, l’Irlanda è vincolata alla politica comune dei visti a breve termine dell’UE e dovrà reintrodurre i visti per le nazionalità interessate qualora Bruxelles decida di attivare la sospensione.
Le principali novità prevedono l’abbassamento della soglia statistica che può innescare la sospensione, dal 50% al 30% di aumento di soggiorni irregolari, richieste di asilo o reati gravi; l’estensione del periodo iniziale di sospensione da nove a dodici mesi; e la possibilità di sospensioni “mirate” che riguardano specifiche categorie di viaggiatori, come funzionari pubblici o titolari di passaporti per investitori. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, probabilmente prima di Natale, per cui le prime sospensioni potrebbero scattare all’inizio del 2026.
Per i datori di lavoro irlandesi l’onere di conformità è duplice. I team di mobilità internazionale devono monitorare le nazionalità dei dipendenti che usufruiscono dell’ingresso senza visto in area Schengen per incontri con clienti o avvii di progetto, e modificare rapidamente gli itinerari di viaggio in caso di reintroduzione dell’obbligo di visto. Inoltre, le notifiche relative alla sicurezza sociale e ai lavoratori distaccati (certificati A1) potrebbero richiedere una revisione urgente, poiché un cambiamento nello status del visto può influire sulle regole UE applicabili alla copertura assicurativa sociale.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano di effettuare una mappatura dettagliata delle nazionalità dei dipendenti rispetto ai 61 paesi esenti da visto dell’UE e di preparare in anticipo i fascicoli per la richiesta di visto Schengen per le nazionalità a rischio, così da consentire una rapida mobilità in caso di sospensione. Le aziende dovrebbero inoltre aggiornare i software di monitoraggio dei viaggiatori per segnalare i dipendenti il cui periodo di soggiorno potrebbe improvvisamente essere conteggiato ai fini della regola Schengen 90/180 giorni una volta revocata l’esenzione.
Le principali novità prevedono l’abbassamento della soglia statistica che può innescare la sospensione, dal 50% al 30% di aumento di soggiorni irregolari, richieste di asilo o reati gravi; l’estensione del periodo iniziale di sospensione da nove a dodici mesi; e la possibilità di sospensioni “mirate” che riguardano specifiche categorie di viaggiatori, come funzionari pubblici o titolari di passaporti per investitori. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, probabilmente prima di Natale, per cui le prime sospensioni potrebbero scattare all’inizio del 2026.
Per i datori di lavoro irlandesi l’onere di conformità è duplice. I team di mobilità internazionale devono monitorare le nazionalità dei dipendenti che usufruiscono dell’ingresso senza visto in area Schengen per incontri con clienti o avvii di progetto, e modificare rapidamente gli itinerari di viaggio in caso di reintroduzione dell’obbligo di visto. Inoltre, le notifiche relative alla sicurezza sociale e ai lavoratori distaccati (certificati A1) potrebbero richiedere una revisione urgente, poiché un cambiamento nello status del visto può influire sulle regole UE applicabili alla copertura assicurativa sociale.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano di effettuare una mappatura dettagliata delle nazionalità dei dipendenti rispetto ai 61 paesi esenti da visto dell’UE e di preparare in anticipo i fascicoli per la richiesta di visto Schengen per le nazionalità a rischio, così da consentire una rapida mobilità in caso di sospensione. Le aziende dovrebbero inoltre aggiornare i software di monitoraggio dei viaggiatori per segnalare i dipendenti il cui periodo di soggiorno potrebbe improvvisamente essere conteggiato ai fini della regola Schengen 90/180 giorni una volta revocata l’esenzione.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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