
Lo studio legale Harlander & Partner di Salisburgo ha pubblicato il 24 novembre 2025 una guida aggiornata che spiega dove e come i datori di lavoro — o gli stessi candidati — devono presentare la domanda per la Carta Blu UE in Austria. L’articolo risponde a una domanda pratica che ha creato incertezza nei reparti HR dopo le revisioni del 2024 alla legge austriaca sulla residenza e il soggiorno: se la domanda iniziale debba essere presentata all’estero o possa essere inoltrata direttamente in Austria.
Secondo lo studio, le domande possono essere presentate sia presso un’ambasciata o un consolato austriaco nel paese d’origine del candidato, sia direttamente alle autorità provinciali competenti (Bezirkshauptmannschaft o Magistrat) una volta che il candidato sia entrato legalmente in Austria. La guida illustra i documenti che più spesso creano difficoltà alle aziende, tra cui la dichiarazione del datore di lavoro sul salario e le mansioni, la prova che il dipendente soddisfa la soglia minima salariale vigente (€47.855 lordi per il 2024) e l’equivalenza del titolo universitario.
La pubblicazione arriva in un momento cruciale, poiché molte aziende stanno già preparando le domande per contratti con Carta Blu a inizio 2026, e perché le soglie salariali minime per la Red-White-Red Card e la Carta Blu aumenteranno nuovamente dal 1° gennaio 2026. Chiarendo che è possibile presentare la domanda in Austria dopo l’ingresso legale, la nota potrebbe ridurre di due-quattro settimane i tempi di onboarding, soprattutto per i trasferimenti intra-aziendali già presenti nell’UE con status di visitatori d’affari.
Harlander & Partner segnalano inoltre due criticità: primo, il test del mercato del lavoro condotto dal Servizio Pubblico per l’Impiego austriaco (AMS) resta obbligatorio anche per i ruoli in “occupazioni carenti”, a meno che la retribuzione del candidato non superi il 150% del salario medio. Secondo, i candidati che prevedono un’attività autonoma limitata accanto al lavoro principale devono dimostrare che questa attività secondaria sia effettivamente marginale. Si consiglia ai datori di lavoro di aggiornare i propri manuali sulla mobilità e di prevedere almeno €160 di spese amministrative per ogni domanda.
Secondo lo studio, le domande possono essere presentate sia presso un’ambasciata o un consolato austriaco nel paese d’origine del candidato, sia direttamente alle autorità provinciali competenti (Bezirkshauptmannschaft o Magistrat) una volta che il candidato sia entrato legalmente in Austria. La guida illustra i documenti che più spesso creano difficoltà alle aziende, tra cui la dichiarazione del datore di lavoro sul salario e le mansioni, la prova che il dipendente soddisfa la soglia minima salariale vigente (€47.855 lordi per il 2024) e l’equivalenza del titolo universitario.
La pubblicazione arriva in un momento cruciale, poiché molte aziende stanno già preparando le domande per contratti con Carta Blu a inizio 2026, e perché le soglie salariali minime per la Red-White-Red Card e la Carta Blu aumenteranno nuovamente dal 1° gennaio 2026. Chiarendo che è possibile presentare la domanda in Austria dopo l’ingresso legale, la nota potrebbe ridurre di due-quattro settimane i tempi di onboarding, soprattutto per i trasferimenti intra-aziendali già presenti nell’UE con status di visitatori d’affari.
Harlander & Partner segnalano inoltre due criticità: primo, il test del mercato del lavoro condotto dal Servizio Pubblico per l’Impiego austriaco (AMS) resta obbligatorio anche per i ruoli in “occupazioni carenti”, a meno che la retribuzione del candidato non superi il 150% del salario medio. Secondo, i candidati che prevedono un’attività autonoma limitata accanto al lavoro principale devono dimostrare che questa attività secondaria sia effettivamente marginale. Si consiglia ai datori di lavoro di aggiornare i propri manuali sulla mobilità e di prevedere almeno €160 di spese amministrative per ogni domanda.
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