
Il Ministero per i Diritti dei Consumatori ha multato Airbnb per 64 milioni di euro – circa 75 milioni di dollari – per aver pubblicizzato case vacanze prive del numero di registrazione obbligatorio o fornito dati falsi. Annunciata il 15 dicembre, la sanzione è la seconda più alta mai inflitta dal ministero e corrisponde a sei volte il profitto che la piattaforma avrebbe guadagnato dalle inserzioni irregolari.
Il ministro Pablo Bustinduy ha dichiarato che l’azione mira a modelli di business che “spingono i residenti fuori dai loro quartieri”, collegando gli affitti a breve termine alla crisi dell’accessibilità abitativa in Spagna. L’intervento del governo segue mega-multe precedenti a Booking.com (413 milioni di euro nel 2024) e Ryanair (108 milioni) per abusi di posizione dominante e tariffe sui bagagli a mano, segnando un cambio di passo verso un’applicazione più rigorosa dei diritti dei consumatori.
Airbnb intende fare ricorso, sostenendo che le regole sono cambiate a luglio e che da allora ha ritirato 65.000 inserzioni non conformi, aiutando gli host a ottenere nuovi numeri di registrazione. L’azienda afferma che oltre 70.000 proprietà hanno ottenuto un ID valido nel 2025 secondo il registro nazionale spagnolo, diventato obbligatorio quest’anno.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, la sentenza è un monito a verificare che gli appartamenti prenotati per trasferte di lunga durata siano dotati di licenza legale. In città come Barcellona e Málaga, gli ispettori possono comminare multe immediate e persino ordinare la sospensione immediata dell’attività, lasciando i viaggiatori senza alloggio. Le politiche di duty of care dovrebbero quindi includere un controllo di conformità sui registri comunali o richiedere ai fornitori il numero di licenza in anticipo.
Le autorità locali, rafforzate da un prossimo regolamento della Legge sulla Casa, avranno il potere di limitare le permanenze notturne e sospendere le utenze negli appartamenti illegali. Le aziende che trasferiscono personale in Spagna potrebbero dover orientarsi verso fornitori di appartamenti con servizi regolamentati o hotel tradizionali, con un possibile aumento dei budget per l’alloggio nel 2026.
Il ministro Pablo Bustinduy ha dichiarato che l’azione mira a modelli di business che “spingono i residenti fuori dai loro quartieri”, collegando gli affitti a breve termine alla crisi dell’accessibilità abitativa in Spagna. L’intervento del governo segue mega-multe precedenti a Booking.com (413 milioni di euro nel 2024) e Ryanair (108 milioni) per abusi di posizione dominante e tariffe sui bagagli a mano, segnando un cambio di passo verso un’applicazione più rigorosa dei diritti dei consumatori.
Airbnb intende fare ricorso, sostenendo che le regole sono cambiate a luglio e che da allora ha ritirato 65.000 inserzioni non conformi, aiutando gli host a ottenere nuovi numeri di registrazione. L’azienda afferma che oltre 70.000 proprietà hanno ottenuto un ID valido nel 2025 secondo il registro nazionale spagnolo, diventato obbligatorio quest’anno.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, la sentenza è un monito a verificare che gli appartamenti prenotati per trasferte di lunga durata siano dotati di licenza legale. In città come Barcellona e Málaga, gli ispettori possono comminare multe immediate e persino ordinare la sospensione immediata dell’attività, lasciando i viaggiatori senza alloggio. Le politiche di duty of care dovrebbero quindi includere un controllo di conformità sui registri comunali o richiedere ai fornitori il numero di licenza in anticipo.
Le autorità locali, rafforzate da un prossimo regolamento della Legge sulla Casa, avranno il potere di limitare le permanenze notturne e sospendere le utenze negli appartamenti illegali. Le aziende che trasferiscono personale in Spagna potrebbero dover orientarsi verso fornitori di appartamenti con servizi regolamentati o hotel tradizionali, con un possibile aumento dei budget per l’alloggio nel 2026.
Fonte: Reuters
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