
A meno di due mesi dall’avvio graduale del Sistema Biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, Airports Council International (ACI) Europe lancia l’allarme: attese fino a tre ore in diversi scali. Un rapporto pubblicato il 19 dicembre evidenzia malfunzionamenti ai chioschi, carenza di personale e l’assenza di un’app affidabile per la preregistrazione. Attualmente solo il 10% dei cittadini di paesi terzi eleggibili viene registrato, ma la quota salirà al 35% il 9 gennaio e al 100% entro aprile 2026.
Gli aeroporti austriaci hanno finora evitato situazioni critiche, ma Vienna, Salisburgo e Innsbruck subiranno l’impatto il prossimo mese, quando le registrazioni triplicheranno da un giorno all’altro. L’aeroporto di Vienna ha riallocato 60 agenti di sicurezza ai controlli di immigrazione e installato 24 chioschi aggiuntivi nel Terminal 3. Compagnie come Austrian Airlines e Ryanair stanno inviando email ai passeggeri consigliando di arrivare 45 minuti prima; Qatar Airways ha già modificato l’orario del volo notturno da Doha per garantire i tempi minimi di connessione.
I viaggiatori business sono particolarmente a rischio, dato che la capacità delle corsie preferenziali è limitata negli scali austriaci. Diverse agenzie di trasferimento segnalano appuntamenti per permessi di soggiorno mancati a causa di lunghe attese al controllo di frontiera. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi prevedere margini di tempo maggiori e valutare di fissare gli appuntamenti biometrici nel pomeriggio anziché al mattino presto.
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno austriaco ha dichiarato che potrebbe temporaneamente ridurre la soglia di gennaio se i problemi ai chioschi dovessero persistere, ma qualsiasi deroga richiederebbe l’approvazione unanime dell’UE. A medio termine, è prevista un’app mobile dedicata per la preregistrazione biometrica, in arrivo “non oltre giugno 2026”. Fino ad allora, i dipartimenti HR sono invitati a informare i dipendenti di paesi terzi – in particolare i pendolari frequenti da Bratislava – sui possibili ritardi a Vienna e a conservare le carte d’imbarco come prova per il calcolo della regola 90/180 giorni, visto che il timbro sul passaporto verrà eliminato con l’entrata a regime completa dell’EES.
Gli aeroporti austriaci hanno finora evitato situazioni critiche, ma Vienna, Salisburgo e Innsbruck subiranno l’impatto il prossimo mese, quando le registrazioni triplicheranno da un giorno all’altro. L’aeroporto di Vienna ha riallocato 60 agenti di sicurezza ai controlli di immigrazione e installato 24 chioschi aggiuntivi nel Terminal 3. Compagnie come Austrian Airlines e Ryanair stanno inviando email ai passeggeri consigliando di arrivare 45 minuti prima; Qatar Airways ha già modificato l’orario del volo notturno da Doha per garantire i tempi minimi di connessione.
I viaggiatori business sono particolarmente a rischio, dato che la capacità delle corsie preferenziali è limitata negli scali austriaci. Diverse agenzie di trasferimento segnalano appuntamenti per permessi di soggiorno mancati a causa di lunghe attese al controllo di frontiera. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi prevedere margini di tempo maggiori e valutare di fissare gli appuntamenti biometrici nel pomeriggio anziché al mattino presto.
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno austriaco ha dichiarato che potrebbe temporaneamente ridurre la soglia di gennaio se i problemi ai chioschi dovessero persistere, ma qualsiasi deroga richiederebbe l’approvazione unanime dell’UE. A medio termine, è prevista un’app mobile dedicata per la preregistrazione biometrica, in arrivo “non oltre giugno 2026”. Fino ad allora, i dipartimenti HR sono invitati a informare i dipendenti di paesi terzi – in particolare i pendolari frequenti da Bratislava – sui possibili ritardi a Vienna e a conservare le carte d’imbarco come prova per il calcolo della regola 90/180 giorni, visto che il timbro sul passaporto verrà eliminato con l’entrata a regime completa dell’EES.
Fonte: Euronews
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