
La Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni della Commissione Europea ha pubblicato il suo ottavo rapporto sul Meccanismo di Sospensione dei Visti il 19 dicembre, valutando come 27 paesi partner esenti da visto continuino a rispettare i criteri in materia di gestione migratoria, sicurezza e controllo delle frontiere. Sebbene il documento si concentri sui Balcani occidentali, sugli Stati del Partenariato Orientale e su alcuni paesi dei Caraibi e dell’America Latina, le sue conclusioni hanno ripercussioni dirette sulla Spagna, che ogni anno gestisce milioni di viaggiatori esenti da visto attraverso Madrid-Barajas, Barcellona e le Isole Canarie.
I principali segnali di rischio includono il lento progresso negli accordi di riammissione, un aumento delle richieste di asilo presentate da cittadini georgiani e serbi negli Stati membri dell’UE – Spagna compresa – e il continuo utilizzo di programmi di cittadinanza per investitori in diverse giurisdizioni caraibiche. La Commissione avverte che, se non verranno adottate misure correttive, potrebbe attivare l’Articolo 8 del Regolamento 2018/1806, reintroducendo l’obbligo di visto per determinate nazionalità.
Per i datori di lavoro spagnoli questo è un tema cruciale, poiché la reintroduzione dei visti allungherebbe i tempi di inserimento per i lavoratori a breve termine e i visitatori d’affari provenienti dai paesi interessati. I team HR dovrebbero quindi mappare la composizione nazionale dei dipendenti e, dove necessario, preregistrare i viaggiatori nel sistema spagnolo di appuntamenti anticipati per evitare colli di bottiglia nei consolati.
Il rapporto si integra inoltre con i preparativi della Spagna per il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) – ora posticipato all’autunno 2026 – sottolineando la necessità di una raccolta coordinata dei dati biometrici. Le aziende che gestiscono viaggi rotativi ad alto volume (progetti di ingegneria, cambi equipaggio di navi da crociera, ecc.) sono invitate ad avviare programmi pilota per la raccolta delle impronte digitali e l’emissione di credenziali di viaggio digitali.
La Commissione valuterà nuovamente i progressi tra 12 mesi. I professionisti della mobilità spagnoli dovrebbero monitorare se Madrid si allinea a Bruxelles nel sostenere sospensioni parziali dei visti – una misura che potrebbe essere adottata rapidamente se continuerà l’aumento delle richieste di asilo.
I principali segnali di rischio includono il lento progresso negli accordi di riammissione, un aumento delle richieste di asilo presentate da cittadini georgiani e serbi negli Stati membri dell’UE – Spagna compresa – e il continuo utilizzo di programmi di cittadinanza per investitori in diverse giurisdizioni caraibiche. La Commissione avverte che, se non verranno adottate misure correttive, potrebbe attivare l’Articolo 8 del Regolamento 2018/1806, reintroducendo l’obbligo di visto per determinate nazionalità.
Per i datori di lavoro spagnoli questo è un tema cruciale, poiché la reintroduzione dei visti allungherebbe i tempi di inserimento per i lavoratori a breve termine e i visitatori d’affari provenienti dai paesi interessati. I team HR dovrebbero quindi mappare la composizione nazionale dei dipendenti e, dove necessario, preregistrare i viaggiatori nel sistema spagnolo di appuntamenti anticipati per evitare colli di bottiglia nei consolati.
Il rapporto si integra inoltre con i preparativi della Spagna per il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) – ora posticipato all’autunno 2026 – sottolineando la necessità di una raccolta coordinata dei dati biometrici. Le aziende che gestiscono viaggi rotativi ad alto volume (progetti di ingegneria, cambi equipaggio di navi da crociera, ecc.) sono invitate ad avviare programmi pilota per la raccolta delle impronte digitali e l’emissione di credenziali di viaggio digitali.
La Commissione valuterà nuovamente i progressi tra 12 mesi. I professionisti della mobilità spagnoli dovrebbero monitorare se Madrid si allinea a Bruxelles nel sostenere sospensioni parziali dei visti – una misura che potrebbe essere adottata rapidamente se continuerà l’aumento delle richieste di asilo.
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