
Il Consiglio Nazionale austriaco ha approvato il 20 dicembre in tarda serata il *Niederlassungsverordnung* 2025, riducendo il tetto annuale per i permessi di soggiorno soggetti a quota da 5.846 a 5.616. Il limite riguarda solo i permessi numericamente limitati: permessi di soggiorno per motivi familiari, permessi di soggiorno per pensionati finanziariamente indipendenti, aggiornamenti alla Red-White-Red Card Plus e alcune altre categorie. Le vie legate al mercato del lavoro, come la Red-White-Red Card standard e la Blue Card UE, restano senza limiti, quindi i datori di lavoro possono continuare ad assumere tutti i cittadini di paesi terzi qualificati autorizzati dal Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS).
Dei 5.616 posti disponibili, 4.850 (86%) sono riservati all’immigrazione familiare, 385 ai “Privati”, 89 ai titolari di permessi di soggiorno di lungo periodo UE rilasciati da altri Stati membri e 292 ai familiari che passano dalla Red-White-Red Card alla più flessibile Red-White-Red Card Plus. Le sotto-quote provinciali saranno aperte il 2 gennaio, con Vienna che riceverà la quota maggiore (1.640 posti) e il Tirolo la minore (165). I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero segnare queste date, poiché alcune province esauriscono storicamente la quota familiare in pochi mesi.
I limiti più stringenti arrivano mentre le aziende lamentano la carenza di alloggi accessibili e servizi per l’infanzia per i dipendenti in arrivo, proprio le problematiche citate dalla coalizione di governo per giustificare il taglio. Il think-tank Agenda Austria sostiene che la mossa sia motivata politicamente in vista delle elezioni generali del 2026, ma gli esperti HR temono che ciò possa scoraggiare i dirigenti dal trasferirsi se coniugi o figli rischiano di finire in lista d’attesa.
I prossimi passi pratici per i team di mobilità globale includono la prenotazione anticipata di appuntamenti notarili, la raccolta immediata dei documenti civili originali e la prenotazione di corrieri per garantire che i fascicoli arrivino ai consolati austriaci prima del 2 gennaio. Dove le quote familiari si esauriscono, potrebbero essere necessari visti Schengen C temporanei o accordi di pendolarismo, soluzioni costose e incerte. Un’attività di lobbying a lungo termine per una quota familiare aziendale separata, proposta in passato dalla Camera di Commercio austriaca, potrebbe riprendere slancio se le aziende dovessero sentire la pressione.
Per i fornitori di servizi di relocation, sarà fondamentale monitorare in tempo reale l’utilizzo delle quote provinciali. Dashboard digitali che avvisano l’HR quando una provincia raggiunge il 90% di utilizzo possono aiutare le aziende a spostarsi verso province alternative o a modificare i tempi delle assegnazioni prima che la finestra si chiuda definitivamente.
Dei 5.616 posti disponibili, 4.850 (86%) sono riservati all’immigrazione familiare, 385 ai “Privati”, 89 ai titolari di permessi di soggiorno di lungo periodo UE rilasciati da altri Stati membri e 292 ai familiari che passano dalla Red-White-Red Card alla più flessibile Red-White-Red Card Plus. Le sotto-quote provinciali saranno aperte il 2 gennaio, con Vienna che riceverà la quota maggiore (1.640 posti) e il Tirolo la minore (165). I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero segnare queste date, poiché alcune province esauriscono storicamente la quota familiare in pochi mesi.
I limiti più stringenti arrivano mentre le aziende lamentano la carenza di alloggi accessibili e servizi per l’infanzia per i dipendenti in arrivo, proprio le problematiche citate dalla coalizione di governo per giustificare il taglio. Il think-tank Agenda Austria sostiene che la mossa sia motivata politicamente in vista delle elezioni generali del 2026, ma gli esperti HR temono che ciò possa scoraggiare i dirigenti dal trasferirsi se coniugi o figli rischiano di finire in lista d’attesa.
I prossimi passi pratici per i team di mobilità globale includono la prenotazione anticipata di appuntamenti notarili, la raccolta immediata dei documenti civili originali e la prenotazione di corrieri per garantire che i fascicoli arrivino ai consolati austriaci prima del 2 gennaio. Dove le quote familiari si esauriscono, potrebbero essere necessari visti Schengen C temporanei o accordi di pendolarismo, soluzioni costose e incerte. Un’attività di lobbying a lungo termine per una quota familiare aziendale separata, proposta in passato dalla Camera di Commercio austriaca, potrebbe riprendere slancio se le aziende dovessero sentire la pressione.
Per i fornitori di servizi di relocation, sarà fondamentale monitorare in tempo reale l’utilizzo delle quote provinciali. Dashboard digitali che avvisano l’HR quando una provincia raggiunge il 90% di utilizzo possono aiutare le aziende a spostarsi verso province alternative o a modificare i tempi delle assegnazioni prima che la finestra si chiuda definitivamente.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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