
I viaggiatori cechi che rientrano a casa o si spostano all’estero per le festività sono invitati a portare con sé una dose extra di pazienza. Un briefing di Expats.cz pubblicato il 22 dicembre evidenzia l’impatto combinato dell’aumento stagionale dei passeggeri, dell’estensione di sei mesi dei controlli alle frontiere terrestri da parte dell’Austria con la Repubblica Ceca e dei problemi iniziali del Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES).
Alle frontiere terrestri, l’Austria mantiene i controlli di polizia a campione almeno fino a metà giugno 2026, citando la continua pressione dovuta alla migrazione irregolare. Gli automobilisti che attraversano i valichi di Slavonice, Nové Hrady e Valtice segnalano code fino a 45 minuti, mentre i passeggeri ferroviari sulle tratte Praga–Vienna e Praga–Dresda affrontano controlli d’identità a sorpresa che possono aggiungere 20 minuti ai tempi di viaggio. Germania e Polonia effettuano controlli simili occasionali, e le autorità avvertono che i tempi di attesa potrebbero aumentare se il maltempo invernale chiude le strade secondarie.
In aeroporto, i chioschi EES dell’aeroporto di Praga hanno ridotto i tempi medi di elaborazione a circa otto minuti per viaggiatore quando funzionano, ma il sistema è andato in crash due volte nell’ultima settimana, lasciando i cittadini non UE in code che si estendono fino al duty-free. Le compagnie aeree che operano nel hub ceco hanno emesso avvisi ai passeggeri raccomandando di presentarsi in aeroporto con tre ore di anticipo per i biglietti economy e 2,5 ore per le cabine premium fino al 7 gennaio.
Per le multinazionali, questi disagi comportano costi concreti. I consulenti della società di mobilità AON stimano che ogni ora di viaggio improduttivo costi al datore di lavoro circa 68 euro per dipendente, considerando stipendio, benefit e spese generali. Le aziende con scadenze di progetto serrate a fine anno stanno quindi spostando le riunioni su video, deviando i viaggiatori attraverso Monaco o Francoforte, o offrendo giornate “bleisure” per alleviare la stanchezza del personale.
I responsabili dei viaggi devono inoltre tenere presente che l’EES non si applica ai titolari di permessi di soggiorno cechi o visti di lunga durata, ma questi viaggiatori spesso si trovano nella stessa fila fisica. Gli avvisi raccomandano ai dipendenti residenti di avere sempre a portata di mano la carta di soggiorno biometrica e di richiedere con decisione la corsia UE/SEE se offerta dal personale di frontiera.
Alle frontiere terrestri, l’Austria mantiene i controlli di polizia a campione almeno fino a metà giugno 2026, citando la continua pressione dovuta alla migrazione irregolare. Gli automobilisti che attraversano i valichi di Slavonice, Nové Hrady e Valtice segnalano code fino a 45 minuti, mentre i passeggeri ferroviari sulle tratte Praga–Vienna e Praga–Dresda affrontano controlli d’identità a sorpresa che possono aggiungere 20 minuti ai tempi di viaggio. Germania e Polonia effettuano controlli simili occasionali, e le autorità avvertono che i tempi di attesa potrebbero aumentare se il maltempo invernale chiude le strade secondarie.
In aeroporto, i chioschi EES dell’aeroporto di Praga hanno ridotto i tempi medi di elaborazione a circa otto minuti per viaggiatore quando funzionano, ma il sistema è andato in crash due volte nell’ultima settimana, lasciando i cittadini non UE in code che si estendono fino al duty-free. Le compagnie aeree che operano nel hub ceco hanno emesso avvisi ai passeggeri raccomandando di presentarsi in aeroporto con tre ore di anticipo per i biglietti economy e 2,5 ore per le cabine premium fino al 7 gennaio.
Per le multinazionali, questi disagi comportano costi concreti. I consulenti della società di mobilità AON stimano che ogni ora di viaggio improduttivo costi al datore di lavoro circa 68 euro per dipendente, considerando stipendio, benefit e spese generali. Le aziende con scadenze di progetto serrate a fine anno stanno quindi spostando le riunioni su video, deviando i viaggiatori attraverso Monaco o Francoforte, o offrendo giornate “bleisure” per alleviare la stanchezza del personale.
I responsabili dei viaggi devono inoltre tenere presente che l’EES non si applica ai titolari di permessi di soggiorno cechi o visti di lunga durata, ma questi viaggiatori spesso si trovano nella stessa fila fisica. Gli avvisi raccomandano ai dipendenti residenti di avere sempre a portata di mano la carta di soggiorno biometrica e di richiedere con decisione la corsia UE/SEE se offerta dal personale di frontiera.
Fonte: Expats.cz