
Proprio mentre l’esodo natalizio nel Regno Unito raggiunge il suo picco, numerose vertenze sindacali stanno causando disagi in due dei principali scali aerei del Paese. A Heathrow, oltre 80 addetti alle pulizie esternalizzate che operano per British Airways sono in sciopero dal 18 dicembre e proseguiranno fino al 29 dicembre. Oggi, 22 dicembre, anche il personale di cabina di Scandinavian Airlines (SAS) basato a Heathrow si è unito allo sciopero, mentre le code ai controlli di sicurezza si sono allungate a causa della riallocazione delle squadre di emergenza.
Anche l’aeroporto di Luton è interessato da azioni simili: oltre 200 operatori di terra di EasyJet sono in sciopero dal 19 al 22 dicembre e nuovamente dal 26 al 29 dicembre. I tempi di turnaround degli aerei si sono allungati, costringendo EasyJet a cancellare o riprogrammare numerosi voli.
Per i viaggiatori d’affari, l’effetto combinato è una “tempesta perfetta” di ritardi, riprenotazioni e coincidenze mancate in uno dei periodi più intensi dell’anno. I responsabili dei viaggi consigliano ai passeggeri di prevedere tempi di attesa più lunghi, di portare bagagli da cabina nel caso in cui il carico in stiva venga compromesso e di tenere attive le notifiche sul cellulare per eventuali cambi dell’ultimo minuto ai gate.
Gli scioperi mettono in luce le persistenti tensioni nelle relazioni industriali del settore aereo britannico, dove i salari reali restano indietro rispetto all’inflazione. Le aziende che dipendono da viaggi internazionali dell’ultimo minuto dovrebbero adottare piani di emergenza, come il ricorso al trasporto ferroviario o a aeroporti regionali, e rivedere le clausole di forza maggiore nei contratti con i clienti che prevedono arrivi puntuali.
Unite e altri sindacati hanno avvertito che potrebbero esserci ulteriori azioni all’inizio del 2026 se le trattative salariali dovessero arenarsi, aumentando la possibilità di ulteriori disagi durante i picchi di viaggio del periodo di metà anno e di Pasqua.
Anche l’aeroporto di Luton è interessato da azioni simili: oltre 200 operatori di terra di EasyJet sono in sciopero dal 19 al 22 dicembre e nuovamente dal 26 al 29 dicembre. I tempi di turnaround degli aerei si sono allungati, costringendo EasyJet a cancellare o riprogrammare numerosi voli.
Per i viaggiatori d’affari, l’effetto combinato è una “tempesta perfetta” di ritardi, riprenotazioni e coincidenze mancate in uno dei periodi più intensi dell’anno. I responsabili dei viaggi consigliano ai passeggeri di prevedere tempi di attesa più lunghi, di portare bagagli da cabina nel caso in cui il carico in stiva venga compromesso e di tenere attive le notifiche sul cellulare per eventuali cambi dell’ultimo minuto ai gate.
Gli scioperi mettono in luce le persistenti tensioni nelle relazioni industriali del settore aereo britannico, dove i salari reali restano indietro rispetto all’inflazione. Le aziende che dipendono da viaggi internazionali dell’ultimo minuto dovrebbero adottare piani di emergenza, come il ricorso al trasporto ferroviario o a aeroporti regionali, e rivedere le clausole di forza maggiore nei contratti con i clienti che prevedono arrivi puntuali.
Unite e altri sindacati hanno avvertito che potrebbero esserci ulteriori azioni all’inizio del 2026 se le trattative salariali dovessero arenarsi, aumentando la possibilità di ulteriori disagi durante i picchi di viaggio del periodo di metà anno e di Pasqua.
Fonte: Travel and Tour World
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