
Il panorama della mobilità globale in Irlanda sta cambiando in due direzioni contemporaneamente, secondo la revisione annuale della European Migration Network (EMN) pubblicata il 29 dicembre. Nel complesso, l’immigrazione in entrata è diminuita del 16% nell’anno fino ad aprile 2025, scendendo a 125.300 arrivi, principalmente a causa del rallentamento dell’ondata di beneficiari della Protezione Temporanea ucraina. Tuttavia, le domande di Protezione Internazionale (asilo) sono aumentate del 40% nel 2024, raggiungendo un record di 18.561, con Nigeria, Giordania e Pakistan che hanno superato l’Ucraina tra i principali paesi di origine.
Per i datori di lavoro, i numeri complessivi nascondono sfumature importanti. Le concessioni di permessi di lavoro sono diminuite del 10% nel 2024, riflettendo un mercato del lavoro più rigido e l’imminente aumento delle soglie salariali previsto per marzo 2026. Contemporaneamente, oltre 17.000 richiedenti asilo hanno ottenuto il permesso di accesso al mercato del lavoro, aumentando la concorrenza per i ruoli entry-level nei settori dell’ospitalità e della logistica. I team HR che si affidano ai permessi per Competenze Critiche e Impiego Generale dovrebbero quindi verificare i rinnovi in scadenza per assicurarsi che gli stipendi rispettino i nuovi parametri di €36.605/€40.904.
Sul piano politico, i dati alimentano un acceso dibattito sulla carenza di alloggi e sul controllo delle frontiere. Il Dipartimento di Giustizia sottolinea che le domande di asilo sono già diminuite del 40% nel 2025, attribuendo il calo a una più rapida valutazione presso l’Ufficio Protezione Internazionale e agli accordi bilaterali di rimpatrio verso paesi “sicuri”. Tuttavia, le lobby imprenditoriali avvertono che i tempi di elaborazione imprevedibili e l’uso periodico di hotel per l’accoglienza dei rifugiati creano un rischio di immagine che potrebbe scoraggiare gli investitori stranieri.
Sul fronte della conformità, i responsabili della mobilità devono prepararsi a un controllo più rigoroso delle permanenze oltre il termine nel 2026: il prossimo disegno di legge di modifica sulla Protezione Internazionale allineerà il periodo necessario per la cittadinanza dei rifugiati a quello degli altri residenti (cinque anni) e introdurrà un test di “autosufficienza” che escluderà i richiedenti che hanno usufruito di determinati sussidi negli ultimi 24 mesi.
A livello pratico, le aziende dovrebbero aggiornare le politiche di mobilità globale per chiarire il supporto – se previsto – per le richieste di asilo dei familiari a carico, monitorare le nuove quote per i visti studenti in discussione per le scuole di lingua inglese e rivedere le indennità per l’alloggio degli assegnati in arrivo, vista la continua pressione sull’offerta di affitti.
Per i datori di lavoro, i numeri complessivi nascondono sfumature importanti. Le concessioni di permessi di lavoro sono diminuite del 10% nel 2024, riflettendo un mercato del lavoro più rigido e l’imminente aumento delle soglie salariali previsto per marzo 2026. Contemporaneamente, oltre 17.000 richiedenti asilo hanno ottenuto il permesso di accesso al mercato del lavoro, aumentando la concorrenza per i ruoli entry-level nei settori dell’ospitalità e della logistica. I team HR che si affidano ai permessi per Competenze Critiche e Impiego Generale dovrebbero quindi verificare i rinnovi in scadenza per assicurarsi che gli stipendi rispettino i nuovi parametri di €36.605/€40.904.
Sul piano politico, i dati alimentano un acceso dibattito sulla carenza di alloggi e sul controllo delle frontiere. Il Dipartimento di Giustizia sottolinea che le domande di asilo sono già diminuite del 40% nel 2025, attribuendo il calo a una più rapida valutazione presso l’Ufficio Protezione Internazionale e agli accordi bilaterali di rimpatrio verso paesi “sicuri”. Tuttavia, le lobby imprenditoriali avvertono che i tempi di elaborazione imprevedibili e l’uso periodico di hotel per l’accoglienza dei rifugiati creano un rischio di immagine che potrebbe scoraggiare gli investitori stranieri.
Sul fronte della conformità, i responsabili della mobilità devono prepararsi a un controllo più rigoroso delle permanenze oltre il termine nel 2026: il prossimo disegno di legge di modifica sulla Protezione Internazionale allineerà il periodo necessario per la cittadinanza dei rifugiati a quello degli altri residenti (cinque anni) e introdurrà un test di “autosufficienza” che escluderà i richiedenti che hanno usufruito di determinati sussidi negli ultimi 24 mesi.
A livello pratico, le aziende dovrebbero aggiornare le politiche di mobilità globale per chiarire il supporto – se previsto – per le richieste di asilo dei familiari a carico, monitorare le nuove quote per i visti studenti in discussione per le scuole di lingua inglese e rivedere le indennità per l’alloggio degli assegnati in arrivo, vista la continua pressione sull’offerta di affitti.
Fonte: TheLiberal.ie
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