
L’ultimo ciclo di riforme legali negli Emirati Arabi Uniti—il Decreto-Legge Federale n. 51 del 2024 e la Legge sullo Stato Personale n. 41 del 2024—è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, regolando in modo chiaro cosa accade quando un residente straniero muore senza eredi legali. Secondo il nuovo quadro normativo, tutti i beni “senza eredi” situati negli Emirati—conti bancari, immobili e quote societarie—vengono automaticamente trasferiti a fondazioni benefiche approvate come donazioni Waqf.
In precedenza, questi casi venivano gestiti in modo discrezionale dai tribunali locali, causando lunghi blocchi sui conti bancari e incertezza per i creditori. La riforma introduce chiarezza per i datori di lavoro multinazionali che gestiscono liquidazioni o piani azionari per i dipendenti. Ora i reparti finanziari devono verificare se i dipendenti deceduti avevano testamenti registrati; in assenza, i fondi saranno destinati alla beneficenza al termine delle procedure giudiziarie.
Altro cambiamento importante riguarda l’abbassamento dell’età minima per i minorenni che vogliono chiedere al giudice di gestire i beni ereditati: da 18 anni (calendario Hijri) a 15 anni (calendario Gregoriano). Gli esperti legali sottolineano che questa modifica riflette la crescita dell’imprenditorialità giovanile e consente agli eredi adolescenti un accesso anticipato alle imprese familiari, purché un assistente giudiziario nominato dal tribunale supervisioni le decisioni.
La legge stabilisce inoltre quote ereditarie neutrali rispetto al genere per gli espatriati non musulmani, assegnando il 50% del patrimonio intestato al coniuge superstite e dividendo il resto equamente tra i figli, indipendentemente dal sesso. I consulenti patrimoniali raccomandano comunque agli espatriati di registrare testamenti tramite DIFC, ADJD o i tribunali di Dubai per evitare blocchi sui conti e accelerare le procedure di successione.
Per i team di mobilità globale, il messaggio è duplice: aggiornare i kit di onboarding includendo indicazioni sulla registrazione del testamento e rivedere le politiche HR sulle liquidazioni finali per garantire il rispetto delle nuove regole sul trasferimento a enti benefici in assenza di eredi.
In precedenza, questi casi venivano gestiti in modo discrezionale dai tribunali locali, causando lunghi blocchi sui conti bancari e incertezza per i creditori. La riforma introduce chiarezza per i datori di lavoro multinazionali che gestiscono liquidazioni o piani azionari per i dipendenti. Ora i reparti finanziari devono verificare se i dipendenti deceduti avevano testamenti registrati; in assenza, i fondi saranno destinati alla beneficenza al termine delle procedure giudiziarie.
Altro cambiamento importante riguarda l’abbassamento dell’età minima per i minorenni che vogliono chiedere al giudice di gestire i beni ereditati: da 18 anni (calendario Hijri) a 15 anni (calendario Gregoriano). Gli esperti legali sottolineano che questa modifica riflette la crescita dell’imprenditorialità giovanile e consente agli eredi adolescenti un accesso anticipato alle imprese familiari, purché un assistente giudiziario nominato dal tribunale supervisioni le decisioni.
La legge stabilisce inoltre quote ereditarie neutrali rispetto al genere per gli espatriati non musulmani, assegnando il 50% del patrimonio intestato al coniuge superstite e dividendo il resto equamente tra i figli, indipendentemente dal sesso. I consulenti patrimoniali raccomandano comunque agli espatriati di registrare testamenti tramite DIFC, ADJD o i tribunali di Dubai per evitare blocchi sui conti e accelerare le procedure di successione.
Per i team di mobilità globale, il messaggio è duplice: aggiornare i kit di onboarding includendo indicazioni sulla registrazione del testamento e rivedere le politiche HR sulle liquidazioni finali per garantire il rispetto delle nuove regole sul trasferimento a enti benefici in assenza di eredi.
Fonte: Times of India
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