
Dal 1° gennaio 2026, le compagnie aeree che operano voli in arrivo o in partenza dalla Svizzera dovranno trasmettere i dati completi del Passenger Name Record (PNR) a una nuova Unità Informazioni Passeggeri (PIU) con sede a Berna. L’obbligo deriva dalla Legge federale sui dati dei passeggeri aerei, parte di un pacchetto legislativo più ampio entrato in vigore questa settimana e segnalato nel riepilogo governativo del 5 gennaio sulle nuove normative.
Il sistema svizzero ricalca le regole PNR dell’UE, ma si spinge oltre coprendo sia i voli in uscita che quelli in entrata. Le compagnie, svizzere o straniere, devono inviare due trasmissioni di dati: tra 48 e 24 ore prima della partenza prevista e nuovamente subito dopo la chiusura del volo. I dati includono itinerario, numero del biglietto, metodo di pagamento, selezione del posto e qualsiasi Informazione Avanzata sul Passeggero (API) già acquisita. Le informazioni saranno conservate fino a cinque anni, con l’anonimizzazione delle identità dopo sei mesi, salvo che il viaggiatore non sia segnalato per ulteriori controlli.
Per le multinazionali, questa novità cambia radicalmente i processi di conformità. I responsabili dei viaggi aziendali devono garantire che gli strumenti di prenotazione e i sistemi di distribuzione globale supportino i nuovi campi obbligatori; in caso contrario, si rischiano multe fino a 50.000 CHF per volo e, in ultima istanza, la revoca dei diritti di atterraggio. Le agenzie di gestione viaggi riferiscono che diversi vettori asiatici hanno richiesto supporto IT d’emergenza nel weekend per adeguarsi ai requisiti di linea sicura svizzeri. Anche i team HR avvertono gli espatriati che i controlli di sicurezza secondari potrebbero diventare più frequenti durante la fase di calibrazione degli algoritmi.
Le autorità sostengono che la legge è fondamentale per combattere terrorismo e criminalità grave e per mantenere la Svizzera nel Programma di esenzione dal visto USA, che richiede uno scambio PNR solido. Tuttavia, i difensori della privacy criticano l’ampiezza dei dati raccolti e il fatto che possano essere creati profili basati su “modelli di viaggio” anziché su informazioni concrete. L’Ufficio federale di polizia assicura che tutte le ricerche saranno sottoposte a controllo e che i viaggiatori potranno richiedere di visionare i propri dati conservati ai sensi della Legge federale sulla protezione dei dati.
Consiglio pratico per le aziende: verificare subito i flussi di dati delle TMC, aggiornare le informative sulla privacy e informare i viaggiatori che potrebbero essere poste domande aggiuntive al check-in. Numeri frequent flyer e carte aziendali di viaggio devono ora essere considerati dati personali, poiché fanno parte del record PNR.
Il sistema svizzero ricalca le regole PNR dell’UE, ma si spinge oltre coprendo sia i voli in uscita che quelli in entrata. Le compagnie, svizzere o straniere, devono inviare due trasmissioni di dati: tra 48 e 24 ore prima della partenza prevista e nuovamente subito dopo la chiusura del volo. I dati includono itinerario, numero del biglietto, metodo di pagamento, selezione del posto e qualsiasi Informazione Avanzata sul Passeggero (API) già acquisita. Le informazioni saranno conservate fino a cinque anni, con l’anonimizzazione delle identità dopo sei mesi, salvo che il viaggiatore non sia segnalato per ulteriori controlli.
Per le multinazionali, questa novità cambia radicalmente i processi di conformità. I responsabili dei viaggi aziendali devono garantire che gli strumenti di prenotazione e i sistemi di distribuzione globale supportino i nuovi campi obbligatori; in caso contrario, si rischiano multe fino a 50.000 CHF per volo e, in ultima istanza, la revoca dei diritti di atterraggio. Le agenzie di gestione viaggi riferiscono che diversi vettori asiatici hanno richiesto supporto IT d’emergenza nel weekend per adeguarsi ai requisiti di linea sicura svizzeri. Anche i team HR avvertono gli espatriati che i controlli di sicurezza secondari potrebbero diventare più frequenti durante la fase di calibrazione degli algoritmi.
Le autorità sostengono che la legge è fondamentale per combattere terrorismo e criminalità grave e per mantenere la Svizzera nel Programma di esenzione dal visto USA, che richiede uno scambio PNR solido. Tuttavia, i difensori della privacy criticano l’ampiezza dei dati raccolti e il fatto che possano essere creati profili basati su “modelli di viaggio” anziché su informazioni concrete. L’Ufficio federale di polizia assicura che tutte le ricerche saranno sottoposte a controllo e che i viaggiatori potranno richiedere di visionare i propri dati conservati ai sensi della Legge federale sulla protezione dei dati.
Consiglio pratico per le aziende: verificare subito i flussi di dati delle TMC, aggiornare le informative sulla privacy e informare i viaggiatori che potrebbero essere poste domande aggiuntive al check-in. Numeri frequent flyer e carte aziendali di viaggio devono ora essere considerati dati personali, poiché fanno parte del record PNR.
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