
La Polonia ha attivato la riforma più radicale del suo sistema di immigrazione dall’ingresso nell’UE. Dal 1° gennaio 2026, ogni permesso di soggiorno temporaneo—sia per nuovi lavoratori stranieri, rinnovi della Blue Card UE o familiari accompagnatori—dovrà essere presentato esclusivamente tramite il portale elettronico Moduł Obsługi Spraw (MOS). I fascicoli cartacei consegnati a uno dei sedici uffici voivodali saranno considerati “non presentati”, costringendo i team HR e i fornitori di servizi di relocation a riorganizzare rapidamente i processi.
Le autorità assicurano che la digitalizzazione completa ridurrà del 30% i tempi medi di valutazione, ma la prima settimana ha visto problemi come timeout di sessione, errori nel caricamento della firma elettronica e screenshot frenetici per dimostrare la tempestività delle domande. Le aziende segnalano che preparare una pratica nell’interfaccia disponibile solo in polacco richiede due o tre ore in più, a meno che il personale non sia formato come “power user” MOS. Il Ministero dell’Interno promette un’interfaccia multilingue entro luglio, ma senza stanziamenti certi.
La riforma ha anche un impatto economico significativo. Le tariffe standard per i permessi di soggiorno sono passate da 100 a 400 PLN, quelle per i permessi di lavoratori distaccati a 800 PLN e i visti nazionali (tipo D) a 200 euro. I budget chiusi solo poche settimane fa sono già superati, costringendo i responsabili della mobilità a rivedere le previsioni di spesa e modificare le lettere di incarico. I primi utilizzatori apprezzano il tracciamento in tempo reale delle pratiche, ma avvertono che un caricamento interrotto cancella il file, lasciando il lavoratore straniero senza status legale.
Strategicamente, il lancio del MOS riguarda solo i permessi di soggiorno temporanei; le domande per residenza permanente, cittadinanza, lavoratori stagionali e Blue Card UE saranno integrate nel corso del 2026. Le aziende che investiranno ora in firme elettroniche qualificate e competenze centralizzate affronteranno con facilità la seconda fase, mentre chi rimarrà indietro rischia sanzioni o espulsioni. I consulenti raccomandano di archiviare ogni schermata di conferma e di far portare ai dipendenti in viaggio le ricevute stampate del MOS fino a quando i sistemi di controllo alle frontiere non saranno completamente integrati.
Le autorità assicurano che la digitalizzazione completa ridurrà del 30% i tempi medi di valutazione, ma la prima settimana ha visto problemi come timeout di sessione, errori nel caricamento della firma elettronica e screenshot frenetici per dimostrare la tempestività delle domande. Le aziende segnalano che preparare una pratica nell’interfaccia disponibile solo in polacco richiede due o tre ore in più, a meno che il personale non sia formato come “power user” MOS. Il Ministero dell’Interno promette un’interfaccia multilingue entro luglio, ma senza stanziamenti certi.
La riforma ha anche un impatto economico significativo. Le tariffe standard per i permessi di soggiorno sono passate da 100 a 400 PLN, quelle per i permessi di lavoratori distaccati a 800 PLN e i visti nazionali (tipo D) a 200 euro. I budget chiusi solo poche settimane fa sono già superati, costringendo i responsabili della mobilità a rivedere le previsioni di spesa e modificare le lettere di incarico. I primi utilizzatori apprezzano il tracciamento in tempo reale delle pratiche, ma avvertono che un caricamento interrotto cancella il file, lasciando il lavoratore straniero senza status legale.
Strategicamente, il lancio del MOS riguarda solo i permessi di soggiorno temporanei; le domande per residenza permanente, cittadinanza, lavoratori stagionali e Blue Card UE saranno integrate nel corso del 2026. Le aziende che investiranno ora in firme elettroniche qualificate e competenze centralizzate affronteranno con facilità la seconda fase, mentre chi rimarrà indietro rischia sanzioni o espulsioni. I consulenti raccomandano di archiviare ogni schermata di conferma e di far portare ai dipendenti in viaggio le ricevute stampate del MOS fino a quando i sistemi di controllo alle frontiere non saranno completamente integrati.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News