
Una nuova ricerca del National Centre for Social Research (NatCen) evidenzia quanto profondamente l’istruzione influenzi le opinioni dei britannici sull’immigrazione. Analizzando i dati del sondaggio ‘Demographic Divides’, NatCen rileva che chi non ha un diploma A-level è più del doppio propenso a opporsi alla regolarizzazione degli immigrati irregolari e a sostenere partiti di destra rispetto ai laureati. Al contrario, reddito e territorio giocano un ruolo meno rilevante.
Il 65% dei laureati ritiene che la diversità etnica rafforzi la società, contro appena il 30% di chi ha un livello di istruzione pari o inferiore al GCSE. Il divario si amplia ulteriormente su temi come l’asilo e le politiche di espulsione. Questo quadro si discosta da quello degli Stati Uniti, dove etnia e religione attenuano l’influenza dell’istruzione.
Per datori di lavoro e responsabili delle trasferte, questi risultati sono importanti perché l’opinione pubblica condiziona le politiche. I ministri che valutano quote per lavoratori qualificati, soglie salariali o agevolazioni post-studio sono molto attenti alle sensibilità elettorali nelle aree con bassa scolarizzazione. Lo studio suggerisce che per ottenere consenso sulle riforme pro-immigrazione potrebbe essere utile puntare sul contributo economico e sugli investimenti locali in queste zone.
Gli autori di NatCen sostengono che colmare le lacune di competenze nella forza lavoro nazionale potrebbe nel tempo attenuare il sentimento anti-immigrazione. Nel frattempo, i comunicatori aziendali potrebbero adattare i messaggi sul talento straniero al profilo educativo delle comunità locali che ospitano nuovi progetti o strutture.
Il 65% dei laureati ritiene che la diversità etnica rafforzi la società, contro appena il 30% di chi ha un livello di istruzione pari o inferiore al GCSE. Il divario si amplia ulteriormente su temi come l’asilo e le politiche di espulsione. Questo quadro si discosta da quello degli Stati Uniti, dove etnia e religione attenuano l’influenza dell’istruzione.
Per datori di lavoro e responsabili delle trasferte, questi risultati sono importanti perché l’opinione pubblica condiziona le politiche. I ministri che valutano quote per lavoratori qualificati, soglie salariali o agevolazioni post-studio sono molto attenti alle sensibilità elettorali nelle aree con bassa scolarizzazione. Lo studio suggerisce che per ottenere consenso sulle riforme pro-immigrazione potrebbe essere utile puntare sul contributo economico e sugli investimenti locali in queste zone.
Gli autori di NatCen sostengono che colmare le lacune di competenze nella forza lavoro nazionale potrebbe nel tempo attenuare il sentimento anti-immigrazione. Nel frattempo, i comunicatori aziendali potrebbero adattare i messaggi sul talento straniero al profilo educativo delle comunità locali che ospitano nuovi progetti o strutture.
Fonte: The Guardian
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