
Il Dipartimento di Giustizia ha confermato a tarda sera del 25 gennaio che un aereo appositamente charterizzato ha rimpatriato 33 cittadini dell’UE — 17 polacchi e 16 lituani — tutti condannati a pene detentive in Irlanda. Le espulsioni sono state effettuate ai sensi dell’Articolo 27 della Direttiva 2004/38/CE (la Direttiva sulla libera circolazione), che consente l’allontanamento di cittadini UE per motivi di sicurezza pubblica. Sono stati imposti divieti di reingresso fino a dieci anni.
Il gruppo, composto da 31 uomini e due donne di età compresa tra 22 e 62 anni, era stato condannato per reati che vanno dalla rapina aggravata all’aggressione grave. Gli agenti del Garda National Immigration Bureau (GNIB) hanno scortato i rimpatriati fino a un aeroporto sicuro prima della partenza. Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato che l’operazione dimostra come “la libera circolazione nell’UE non sia una licenza per la criminalità” e ha promesso un potenziamento delle risorse per l’applicazione della legge nel 2026.
Per le multinazionali il messaggio è chiaro: il monitoraggio della conformità resta fondamentale anche per il personale UE che non necessita di permessi di lavoro. I team HR sono invitati a effettuare controlli periodici sul diritto al lavoro e a monitorare lo status dei dipendenti con precedenti penali, poiché un ordine di espulsione invalida automaticamente qualsiasi permesso di soggiorno o Stamp 4.
Il volo charter per le espulsioni offre inoltre uno sguardo sull’aumento delle espulsioni collettive in Irlanda — nel 2025 sono state rimpatriate 56 persone, quindi il programma 2026 è destinato a numeri più elevati. Fonti del GNIB indicano che sono previsti ulteriori voli nel secondo trimestre per colpire criminali pericolosi provenienti da Romania e Lettonia.
I datori di lavoro che sponsorizzano trasferimenti intra-UE dovrebbero prevedere controlli approfonditi prima dell’arrivo e assicurarsi che eventuali condanne vengano comunicate tempestivamente; la mancata dichiarazione può comportare il rifiuto del visto per i familiari non appartenenti allo Spazio Economico Europeo e complicare future assegnazioni lavorative.
Il gruppo, composto da 31 uomini e due donne di età compresa tra 22 e 62 anni, era stato condannato per reati che vanno dalla rapina aggravata all’aggressione grave. Gli agenti del Garda National Immigration Bureau (GNIB) hanno scortato i rimpatriati fino a un aeroporto sicuro prima della partenza. Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato che l’operazione dimostra come “la libera circolazione nell’UE non sia una licenza per la criminalità” e ha promesso un potenziamento delle risorse per l’applicazione della legge nel 2026.
Per le multinazionali il messaggio è chiaro: il monitoraggio della conformità resta fondamentale anche per il personale UE che non necessita di permessi di lavoro. I team HR sono invitati a effettuare controlli periodici sul diritto al lavoro e a monitorare lo status dei dipendenti con precedenti penali, poiché un ordine di espulsione invalida automaticamente qualsiasi permesso di soggiorno o Stamp 4.
Il volo charter per le espulsioni offre inoltre uno sguardo sull’aumento delle espulsioni collettive in Irlanda — nel 2025 sono state rimpatriate 56 persone, quindi il programma 2026 è destinato a numeri più elevati. Fonti del GNIB indicano che sono previsti ulteriori voli nel secondo trimestre per colpire criminali pericolosi provenienti da Romania e Lettonia.
I datori di lavoro che sponsorizzano trasferimenti intra-UE dovrebbero prevedere controlli approfonditi prima dell’arrivo e assicurarsi che eventuali condanne vengano comunicate tempestivamente; la mancata dichiarazione può comportare il rifiuto del visto per i familiari non appartenenti allo Spazio Economico Europeo e complicare future assegnazioni lavorative.
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