
In una cerimonia tenutasi il 29 gennaio, il governo federale e lo stato del Maranhão hanno firmato un’estensione di 25 anni del contratto di gestione del Porto do Itaqui, garantendo il controllo pubblico del principale snodo per cereali e minerali fino al 2051. L’addendum, supportato dall’Agenzia Nazionale per il Trasporto Fluviale (ANTAQ), impone all’operatore statale EMAP un investimento minimo di 1,3 miliardi di reais (circa 260 milioni di dollari) per il rafforzamento delle banchine, l’ampliamento dei raccordi ferroviari e l’elettrificazione dei corridoi verdi nei prossimi dieci anni.
Il Porto do Itaqui è il porto bulk in più rapida crescita del Brasile, con quasi 37 milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2025, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, grazie alle esportazioni di soia e mais dalla regione MATOPIBA. Per gli operatori della mobilità globale, l’accordo è cruciale perché Itaqui rappresenta un nodo strategico per il trasporto di carichi di progetto e componenti break-bulk utilizzati nei settori delle energie rinnovabili e minerario, che impiegano numerose maestranze straniere nel nord del Brasile. I tempi di consegna per spedizioni fuori misura spesso determinano l’inizio dei cantieri; una gestione portuale più efficiente riduce i costi legati ai periodi di attesa per il personale specializzato estero.
Il nuovo contratto include inoltre i terminal dei traghetti di Ponta da Espera e Cujupe nella concessione, assicurando un servizio passeggeri continuo nella Baia di São Marcos, una tratta quotidiana per le squadre offshore e i tecnici di riparazione navale. EMAP dovrà implementare un sistema integrato di bigliettazione biometrica compatibile con Seaport ID, la piattaforma brasiliana di sportello unico per i viaggi multimodali, facilitando ulteriormente i trasferimenti dell’ultimo miglio per le maestranze rotanti.
Le clausole ambientali prevedono che Itaqui raggiunga la neutralità delle emissioni scope-1 entro il 2040, includendo connessioni di alimentazione elettrica a terra per le navi e veicoli elettrici per le operazioni in banchina. Le multinazionali che gestiscono catene di fornitura certificate ISO 14001 accoglieranno con favore la riduzione dell’impronta carbonica associata alle rotte di esportazione brasiliane.
Gli analisti logistici prevedono che l’aumento di capacità potrebbe portare il traffico portuale a 55 milioni di tonnellate entro il 2031, deviando potenzialmente i carichi dal congestionato porto di Santos e alleggerendo il traffico su strada nello stato di São Paulo. Ciò potrebbe a sua volta favorire l’espansione di servizi costieri feeder diretti verso Rio de Janeiro e Paranaguá, creando opzioni più rapide per il trasferimento interno di beni domestici e trasferimenti aziendali.
Il Porto do Itaqui è il porto bulk in più rapida crescita del Brasile, con quasi 37 milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2025, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, grazie alle esportazioni di soia e mais dalla regione MATOPIBA. Per gli operatori della mobilità globale, l’accordo è cruciale perché Itaqui rappresenta un nodo strategico per il trasporto di carichi di progetto e componenti break-bulk utilizzati nei settori delle energie rinnovabili e minerario, che impiegano numerose maestranze straniere nel nord del Brasile. I tempi di consegna per spedizioni fuori misura spesso determinano l’inizio dei cantieri; una gestione portuale più efficiente riduce i costi legati ai periodi di attesa per il personale specializzato estero.
Il nuovo contratto include inoltre i terminal dei traghetti di Ponta da Espera e Cujupe nella concessione, assicurando un servizio passeggeri continuo nella Baia di São Marcos, una tratta quotidiana per le squadre offshore e i tecnici di riparazione navale. EMAP dovrà implementare un sistema integrato di bigliettazione biometrica compatibile con Seaport ID, la piattaforma brasiliana di sportello unico per i viaggi multimodali, facilitando ulteriormente i trasferimenti dell’ultimo miglio per le maestranze rotanti.
Le clausole ambientali prevedono che Itaqui raggiunga la neutralità delle emissioni scope-1 entro il 2040, includendo connessioni di alimentazione elettrica a terra per le navi e veicoli elettrici per le operazioni in banchina. Le multinazionali che gestiscono catene di fornitura certificate ISO 14001 accoglieranno con favore la riduzione dell’impronta carbonica associata alle rotte di esportazione brasiliane.
Gli analisti logistici prevedono che l’aumento di capacità potrebbe portare il traffico portuale a 55 milioni di tonnellate entro il 2031, deviando potenzialmente i carichi dal congestionato porto di Santos e alleggerendo il traffico su strada nello stato di São Paulo. Ciò potrebbe a sua volta favorire l’espansione di servizi costieri feeder diretti verso Rio de Janeiro e Paranaguá, creando opzioni più rapide per il trasferimento interno di beni domestici e trasferimenti aziendali.