
La lunga vertenza sindacale di Finnair è riemersa il 29 gennaio quando il personale di terra e di catering ha indetto uno sciopero a sorpresa di quattro ore, costringendo la compagnia di bandiera a cancellare 143 voli e a compromettere i piani di viaggio di circa 18.000 passeggeri. L’azione, promossa dal sindacato Aviation Union (IAU) e dall’Associazione Piloti Finlandesi, ha colpito soprattutto i voli nazionali e quelli a corto raggio in Europa, creando disagi ai collegamenti all’aeroporto di Helsinki e ripercuotendosi sull’intera rete oneworld.
I sindacati accusano la dirigenza di non adeguare i salari all’inflazione e di esternalizzare le funzioni di supporto a subappaltatori a basso costo. Finnair replica che la disciplina dei costi è essenziale dopo tre anni di difficoltà legate al COVID e alla chiusura dello spazio aereo russo, che ha costretto a deviare il traffico principale verso l’Asia. Le trattative mediate dal Conciliatore Nazionale sono naufragate la scorsa settimana, e i sindacati hanno avvertito che potrebbero seguire scioperi a rotazione se non si raggiungerà un accordo.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la priorità immediata è la tutela dei viaggiatori. Finnair afferma di aver riprenotato la maggior parte dei passeggeri coinvolti entro 24 ore, ma la disponibilità limitata di posti comporterà per alcuni viaggiatori d’affari itinerari con più scali via Stoccolma o Copenaghen. Le aziende con traffico pendolare nordico dovrebbero rivedere gli accordi di emergenza con SAS, Norwegian e gli operatori ferroviari. I dipartimenti HR che gestiscono trasferimenti in entrata o uscita dalla Finlandia sono invitati a prevedere tempi di rilocazione più lunghi di qualche giorno fino alla risoluzione della vertenza.
A medio termine, gli scioperi ripetuti mettono a rischio la reputazione di Helsinki come hub affidabile, soprattutto con il traffico di transito già ridotto dai percorsi più lunghi verso l’Asia. Gli analisti del settore sottolineano che un’azione sindacale prolungata potrebbe spingere i passeggeri premium verso hub concorrenti come Stoccolma Arlanda o Francoforte, compromettendo la strategia di rilancio di Finnair.
I sindacati accusano la dirigenza di non adeguare i salari all’inflazione e di esternalizzare le funzioni di supporto a subappaltatori a basso costo. Finnair replica che la disciplina dei costi è essenziale dopo tre anni di difficoltà legate al COVID e alla chiusura dello spazio aereo russo, che ha costretto a deviare il traffico principale verso l’Asia. Le trattative mediate dal Conciliatore Nazionale sono naufragate la scorsa settimana, e i sindacati hanno avvertito che potrebbero seguire scioperi a rotazione se non si raggiungerà un accordo.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la priorità immediata è la tutela dei viaggiatori. Finnair afferma di aver riprenotato la maggior parte dei passeggeri coinvolti entro 24 ore, ma la disponibilità limitata di posti comporterà per alcuni viaggiatori d’affari itinerari con più scali via Stoccolma o Copenaghen. Le aziende con traffico pendolare nordico dovrebbero rivedere gli accordi di emergenza con SAS, Norwegian e gli operatori ferroviari. I dipartimenti HR che gestiscono trasferimenti in entrata o uscita dalla Finlandia sono invitati a prevedere tempi di rilocazione più lunghi di qualche giorno fino alla risoluzione della vertenza.
A medio termine, gli scioperi ripetuti mettono a rischio la reputazione di Helsinki come hub affidabile, soprattutto con il traffico di transito già ridotto dai percorsi più lunghi verso l’Asia. Gli analisti del settore sottolineano che un’azione sindacale prolungata potrebbe spingere i passeggeri premium verso hub concorrenti come Stoccolma Arlanda o Francoforte, compromettendo la strategia di rilancio di Finnair.
Fonte: AK&M Newswire