
La Spagna ha compiuto il passo più ambizioso nella riforma dell'immigrazione visto in Europa da anni. Il 2 febbraio 2026, il Primo Ministro Pedro Sánchez ha diffuso un video messaggio per difendere un decreto reale che permetterà a circa mezzo milione di migranti irregolari e richiedenti asilo di ottenere il permesso di soggiorno e di lavoro a partire da aprile. La misura nasce da un'Iniziativa Legislativa Popolare sostenuta da oltre 700.000 firme, dalla Chiesa Cattolica e da 900 organizzazioni della società civile, ed è stata sbloccata dopo negoziati tra Podemos e il Partito Socialista al governo.
Secondo il decreto, i richiedenti devono dimostrare di vivere già in Spagna o di aver presentato domanda di asilo entro il 31 dicembre 2025 e di avere un casellario giudiziale pulito. I candidati ammessi riceveranno un permesso di soggiorno di un anno, convertibile in categorie di immigrazione standard, che garantirà loro accesso al mercato del lavoro formale, all’assistenza sanitaria e alla sicurezza sociale. La priorità è data all’unità familiare: i figli minorenni saranno regolarizzati contemporaneamente e riceveranno permessi di cinque anni.
Sánchez ha presentato la politica come una scelta di “dignità, comunità e giustizia”, contrapponendola alla linea dura di molti partner dell’UE e degli Stati Uniti. I sostenitori affermano che la regolarizzazione aumenterà le entrate fiscali, ridurrà lo sfruttamento lavorativo e aiuterà a colmare le croniche carenze di competenze in Spagna nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani e delle costruzioni. I gruppi imprenditoriali hanno accolto positivamente la misura, sottolineando che la popolazione in età lavorativa in Spagna è destinata a ridursi di 800.000 unità nel prossimo decennio.
I critici di destra, guidati dal conservatore Partido Popular e dall’estrema destra di Vox, accusano il governo di incentivare l’immigrazione irregolare e di praticare una “manipolazione elettorale”. Il miliardario della tecnologia Elon Musk ha definito il piano “una presa di potere cinica”, suscitando la replica di Sánchez su X: “Marte può aspettare, l’umanità no.” I partiti di opposizione hanno minacciato un ricorso costituzionale, ma gli esperti legali ricordano che governi spagnoli successivi, sia conservatori che socialisti, hanno effettuato regolarizzazioni straordinarie fin dal 1986.
Per i responsabili della mobilità globale, il decreto offre un inaspettato bacino di talenti all’interno dei confini spagnoli. Le aziende potranno assumere lavoratori appena regolarizzati senza la burocrazia del patrocinio per il permesso di lavoro, a patto che vengano rispettati salari locali e contributi previdenziali. I team HR dovrebbero preparare protocolli di inserimento ad aprile e maggio, quando saranno rilasciati i primi permessi, e monitorare gli uffici immigrazione regionali per eventuali ritardi nelle procedure. Le filiali straniere operanti in Spagna potrebbero inoltre dover aggiornare le politiche di diversità e conformità per riflettere l’afflusso di nuovi residenti legali.
Secondo il decreto, i richiedenti devono dimostrare di vivere già in Spagna o di aver presentato domanda di asilo entro il 31 dicembre 2025 e di avere un casellario giudiziale pulito. I candidati ammessi riceveranno un permesso di soggiorno di un anno, convertibile in categorie di immigrazione standard, che garantirà loro accesso al mercato del lavoro formale, all’assistenza sanitaria e alla sicurezza sociale. La priorità è data all’unità familiare: i figli minorenni saranno regolarizzati contemporaneamente e riceveranno permessi di cinque anni.
Sánchez ha presentato la politica come una scelta di “dignità, comunità e giustizia”, contrapponendola alla linea dura di molti partner dell’UE e degli Stati Uniti. I sostenitori affermano che la regolarizzazione aumenterà le entrate fiscali, ridurrà lo sfruttamento lavorativo e aiuterà a colmare le croniche carenze di competenze in Spagna nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani e delle costruzioni. I gruppi imprenditoriali hanno accolto positivamente la misura, sottolineando che la popolazione in età lavorativa in Spagna è destinata a ridursi di 800.000 unità nel prossimo decennio.
I critici di destra, guidati dal conservatore Partido Popular e dall’estrema destra di Vox, accusano il governo di incentivare l’immigrazione irregolare e di praticare una “manipolazione elettorale”. Il miliardario della tecnologia Elon Musk ha definito il piano “una presa di potere cinica”, suscitando la replica di Sánchez su X: “Marte può aspettare, l’umanità no.” I partiti di opposizione hanno minacciato un ricorso costituzionale, ma gli esperti legali ricordano che governi spagnoli successivi, sia conservatori che socialisti, hanno effettuato regolarizzazioni straordinarie fin dal 1986.
Per i responsabili della mobilità globale, il decreto offre un inaspettato bacino di talenti all’interno dei confini spagnoli. Le aziende potranno assumere lavoratori appena regolarizzati senza la burocrazia del patrocinio per il permesso di lavoro, a patto che vengano rispettati salari locali e contributi previdenziali. I team HR dovrebbero preparare protocolli di inserimento ad aprile e maggio, quando saranno rilasciati i primi permessi, e monitorare gli uffici immigrazione regionali per eventuali ritardi nelle procedure. Le filiali straniere operanti in Spagna potrebbero inoltre dover aggiornare le politiche di diversità e conformità per riflettere l’afflusso di nuovi residenti legali.
Fonte: The Guardian
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