
In una risposta scritta pubblicata il 4 febbraio 2026 (hib 92/2026), il Ministero degli Esteri tedesco ha comunicato al parlamento di non raccogliere dati aggregati sul numero di cittadini tedeschi che ogni anno visitano le cosiddette “aree a rischio”, né di mantenere una lista ufficiale di tali destinazioni. La dichiarazione è arrivata in risposta a un’interrogazione dell’AfD che chiedeva dati sui viaggi in Somalia e in altri paesi ad alto rischio.
Invece di una classificazione formale, il ministero ha ribadito di emettere singoli Avvisi di Viaggio e Sicurezza, aggiornati regolarmente per ogni paese. Questi avvisi, ha spiegato, sono pensati per fornire a cittadini e aziende le informazioni necessarie per valutare autonomamente i rischi. Poiché i viaggi all’estero non sono soggetti a obblighi di notifica, Berlino non dispone di “una base legale” per monitorare sistematicamente il volume dei viaggi o il tasso di incidenti.
Questa precisazione è rilevante per i team di mobilità globale e sicurezza dei viaggi. Molte politiche aziendali fanno riferimento alle “aree a rischio designate dal governo” per attivare approvazioni aggiuntive, briefing di duty of care o assicurazioni potenziate. L’assenza di una lista ufficiale tedesca costringe le aziende a basarsi su intelligence di terze parti o a costruire proprie matrici utilizzando gli avvisi del Ministero degli Esteri, le linee guida ISO 31030 e le valutazioni degli assicuratori.
La risposta potrebbe inoltre complicare le proposte sindacali di istituire, come in Francia, un registro dei cittadini presenti in zone di crisi. Il ministero ha avvertito che una registrazione obbligatoria richiederebbe nuove leggi e solleverebbe questioni di protezione dei dati. Fino ad allora, i datori di lavoro che inviano personale in mercati ad alto rischio dovrebbero documentare come valutano il rischio residuo e dimostrare che i viaggiatori sono stati informati sugli ultimi aggiornamenti degli avvisi.
Invece di una classificazione formale, il ministero ha ribadito di emettere singoli Avvisi di Viaggio e Sicurezza, aggiornati regolarmente per ogni paese. Questi avvisi, ha spiegato, sono pensati per fornire a cittadini e aziende le informazioni necessarie per valutare autonomamente i rischi. Poiché i viaggi all’estero non sono soggetti a obblighi di notifica, Berlino non dispone di “una base legale” per monitorare sistematicamente il volume dei viaggi o il tasso di incidenti.
Questa precisazione è rilevante per i team di mobilità globale e sicurezza dei viaggi. Molte politiche aziendali fanno riferimento alle “aree a rischio designate dal governo” per attivare approvazioni aggiuntive, briefing di duty of care o assicurazioni potenziate. L’assenza di una lista ufficiale tedesca costringe le aziende a basarsi su intelligence di terze parti o a costruire proprie matrici utilizzando gli avvisi del Ministero degli Esteri, le linee guida ISO 31030 e le valutazioni degli assicuratori.
La risposta potrebbe inoltre complicare le proposte sindacali di istituire, come in Francia, un registro dei cittadini presenti in zone di crisi. Il ministero ha avvertito che una registrazione obbligatoria richiederebbe nuove leggi e solleverebbe questioni di protezione dei dati. Fino ad allora, i datori di lavoro che inviano personale in mercati ad alto rischio dovrebbero documentare come valutano il rischio residuo e dimostrare che i viaggiatori sono stati informati sugli ultimi aggiornamenti degli avvisi.
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