
Il Home Office ha confermato discretamente che la tariffa per la nuova Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) del Regno Unito aumenterà del 25%, passando da £16 a £20, a partire dal 25 febbraio 2026, data in cui entrerà in vigore l’applicazione completa. L’aumento, riportato per la prima volta l’8 febbraio 2026 dal sito specializzato Travel and Tour World, arriva solo dieci mesi dopo l’introduzione della tariffa di £16 e poche settimane prima che i vettori adottino la rigida politica “no ETA, no travel”.
Secondo il sistema ETA, i cittadini attualmente esenti da visto per soggiorni brevi – inclusi quelli dell’UE, Stati Uniti, Canada e Australia – devono ottenere un’autorizzazione digitale prima di imbarcarsi su voli, traghetti o treni Eurostar diretti nel Regno Unito. Le compagnie aeree e altri vettori rischiano sanzioni civili se trasportano passeggeri che necessitano ma non possiedono l’ETA. L’aumento della tariffa mira a coprire i costi crescenti per i controlli biometrici, la connettività con i vettori e l’implementazione della “frontiera digitale” britannica.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il salto da £16 a £20 rappresenta un impatto significativo sia in termini economici che di immagine. Una famiglia di quattro persone in vacanza pagherà ora £80 invece di £64, mentre una multinazionale che trasferisce personale per missioni brevi ripetute potrebbe vedere aumentare di centinaia di sterline il budget annuale per i viaggi. I datori di lavoro devono anche considerare i disagi operativi: il personale che dimentica di richiedere l’ETA o cambia passaporto non potrà essere registrato.
I vettori hanno iniziato ad aggiornare i sistemi di prenotazione per richiedere il numero ETA ai viaggiatori, ma i team HR sono invitati a inviare promemoria ufficiali, inserire campi ETA nei sistemi di approvazione viaggi e informare i dipendenti sul tempo di elaborazione, che varia da 48 a 72 ore. Le aziende con elevati volumi di viaggi intra-UE dovrebbero rivedere i budget e valutare l’acquisto anticipato delle ETA quando gli itinerari sono già definiti.
L’aumento della tariffa ha già suscitato critiche da parte di associazioni imprenditoriali, che sostengono come la misura danneggi la competitività del Regno Unito proprio mentre l’UE si prepara a introdurre la propria esenzione ETIAS da €20. In risposta, i ministri ribadiscono che il rincaro è necessario per garantire la sicurezza e mantenere il servizio ETA “autosufficiente”, evitando così un onere per la fiscalità generale.
Secondo il sistema ETA, i cittadini attualmente esenti da visto per soggiorni brevi – inclusi quelli dell’UE, Stati Uniti, Canada e Australia – devono ottenere un’autorizzazione digitale prima di imbarcarsi su voli, traghetti o treni Eurostar diretti nel Regno Unito. Le compagnie aeree e altri vettori rischiano sanzioni civili se trasportano passeggeri che necessitano ma non possiedono l’ETA. L’aumento della tariffa mira a coprire i costi crescenti per i controlli biometrici, la connettività con i vettori e l’implementazione della “frontiera digitale” britannica.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il salto da £16 a £20 rappresenta un impatto significativo sia in termini economici che di immagine. Una famiglia di quattro persone in vacanza pagherà ora £80 invece di £64, mentre una multinazionale che trasferisce personale per missioni brevi ripetute potrebbe vedere aumentare di centinaia di sterline il budget annuale per i viaggi. I datori di lavoro devono anche considerare i disagi operativi: il personale che dimentica di richiedere l’ETA o cambia passaporto non potrà essere registrato.
I vettori hanno iniziato ad aggiornare i sistemi di prenotazione per richiedere il numero ETA ai viaggiatori, ma i team HR sono invitati a inviare promemoria ufficiali, inserire campi ETA nei sistemi di approvazione viaggi e informare i dipendenti sul tempo di elaborazione, che varia da 48 a 72 ore. Le aziende con elevati volumi di viaggi intra-UE dovrebbero rivedere i budget e valutare l’acquisto anticipato delle ETA quando gli itinerari sono già definiti.
L’aumento della tariffa ha già suscitato critiche da parte di associazioni imprenditoriali, che sostengono come la misura danneggi la competitività del Regno Unito proprio mentre l’UE si prepara a introdurre la propria esenzione ETIAS da €20. In risposta, i ministri ribadiscono che il rincaro è necessario per garantire la sicurezza e mantenere il servizio ETA “autosufficiente”, evitando così un onere per la fiscalità generale.
Fonte: Travel and Tour World
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