
Il dramma della tempesta invernale a Berlino sembra ormai superato, almeno per i viaggiatori aerei. Dopo che una rara lastra di “Blitzeis” (ghiaccio lampo) ha costretto l’aeroporto di Berlino-Brandenburg (BER) a chiudere le piste giovedì sera, lasciandolo praticamente paralizzato fino a venerdì a mezzogiorno, l’autorità aeroportuale conferma che i tempi di sghiacciamento sono tornati alla normalità e tutti i voli programmati sono operativi. Si prevede che circa 77.000 passeggeri transiteranno dal terminal nell’ultimo weekend delle vacanze scolastiche locali.
Il rapido recupero è un sollievo per i responsabili della mobilità aziendale, che si sono affrettati a riprogrammare i viaggiatori con poco preavviso. Oltre 300 voli sono stati cancellati o dirottati durante le 18 ore di chiusura, causando disagi a catena nelle reti europee. Le compagnie aeree hanno ora ripristinato le rotazioni normali, ma avvertono che equipaggi e aeromobili sono ancora “fuori posizione”, quindi ritardi isolati potrebbero persistere fino a lunedì.
Dal punto di vista politico, l’episodio mette in luce la dipendenza della Germania da un unico aeroporto capitale e la vulnerabilità delle operazioni di volo alle condizioni meteorologiche estreme. I sindacati dell’aviazione rilanciano la richiesta di ulteriori mezzi per lo sghiacciamento e personale di riserva al BER, sottolineando che durante la pandemia le concessioni per il ground handling sono state ridotte del 12%. Nel frattempo, i consulenti per i rischi di viaggio raccomandano ai datori di lavoro di aggiungere almeno due ore di margine per i voli in partenza nel resto di febbraio, quando sono possibili ulteriori episodi di pioggia gelata.
Per chi è già in Germania, il consiglio pratico è semplice: riconfermare gli orari di partenza, utilizzare il treno quando possibile e monitorare il feed live dell’aeroporto per eventuali cambi di gate. I datori di lavoro dovrebbero assicurarsi che le piattaforme di duty of care integrino gli allarmi meteo, così da inviare notifiche push ai viaggiatori prima della partenza per il BER.
Il rapido recupero è un sollievo per i responsabili della mobilità aziendale, che si sono affrettati a riprogrammare i viaggiatori con poco preavviso. Oltre 300 voli sono stati cancellati o dirottati durante le 18 ore di chiusura, causando disagi a catena nelle reti europee. Le compagnie aeree hanno ora ripristinato le rotazioni normali, ma avvertono che equipaggi e aeromobili sono ancora “fuori posizione”, quindi ritardi isolati potrebbero persistere fino a lunedì.
Dal punto di vista politico, l’episodio mette in luce la dipendenza della Germania da un unico aeroporto capitale e la vulnerabilità delle operazioni di volo alle condizioni meteorologiche estreme. I sindacati dell’aviazione rilanciano la richiesta di ulteriori mezzi per lo sghiacciamento e personale di riserva al BER, sottolineando che durante la pandemia le concessioni per il ground handling sono state ridotte del 12%. Nel frattempo, i consulenti per i rischi di viaggio raccomandano ai datori di lavoro di aggiungere almeno due ore di margine per i voli in partenza nel resto di febbraio, quando sono possibili ulteriori episodi di pioggia gelata.
Per chi è già in Germania, il consiglio pratico è semplice: riconfermare gli orari di partenza, utilizzare il treno quando possibile e monitorare il feed live dell’aeroporto per eventuali cambi di gate. I datori di lavoro dovrebbero assicurarsi che le piattaforme di duty of care integrino gli allarmi meteo, così da inviare notifiche push ai viaggiatori prima della partenza per il BER.
Fonte: ntv/dpa
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