
Cipro ha approvato la sua prima Strategia Nazionale per l’Integrazione dei Migranti, per il periodo 2026-2029, segnando il tentativo più articolato dell’isola di passare da misure occasionali a un quadro politico strutturato e basato su indicatori di performance (KPI). L’approvazione del Consiglio dei Ministri, confermata il 13 febbraio, arriva dopo mesi di consultazioni guidate dal neocostituito Vice Ministero per la Migrazione e la Protezione Internazionale.
Il piano, articolato su quattro pilastri, si concentra sulla partecipazione socioeconomica, la sensibilizzazione pubblica, l’accesso equo ai servizi sanitari e l’allineamento normativo. La padronanza della lingua greca e l’integrazione nel mercato del lavoro sono al centro dell’attenzione, riflettendo la preoccupazione del governo per la “ghettizzazione” in alcuni quartieri urbani. Un comitato consultivo multisettoriale, che include sindacati, ONG e accademici, monitorerà l’attuazione attraverso obiettivi misurabili come i tassi di completamento scolastico e l’occupazione dei cittadini di paesi terzi.
Per le aziende multinazionali, la strategia offre maggiore prevedibilità: linee guida chiare sul riconoscimento delle competenze, accesso alla formazione professionale e percorsi semplificati dal permesso temporaneo a quello permanente. È inoltre previsto il processo di digitalizzazione per il rinnovo dei permessi di soggiorno e il lancio di un portale centralizzato dove i migranti potranno seguire le domande e prenotare corsi di lingua.
La politica arriva mentre Cipro si prepara alla presidenza UE del 2027 e mira a mostrare un approccio più progressista sulla migrazione, dopo le critiche recenti per l’accumulo di richieste d’asilo e i casi di respingimenti. Il finanziamento sarà garantito da una combinazione di risorse AMIF dell’UE e fondi nazionali; il governo stima 68 milioni di euro in quattro anni.
Le imprese dovranno monitorare la normativa secondaria in arrivo, in particolare riguardo alle lezioni obbligatorie di greco e agli standard abitativi, entrambi potenzialmente impattanti sui budget di trasferimento. Il Vice Ministero prevede di rilasciare un kit di implementazione in inglese per le aziende entro giugno 2026.
Il piano, articolato su quattro pilastri, si concentra sulla partecipazione socioeconomica, la sensibilizzazione pubblica, l’accesso equo ai servizi sanitari e l’allineamento normativo. La padronanza della lingua greca e l’integrazione nel mercato del lavoro sono al centro dell’attenzione, riflettendo la preoccupazione del governo per la “ghettizzazione” in alcuni quartieri urbani. Un comitato consultivo multisettoriale, che include sindacati, ONG e accademici, monitorerà l’attuazione attraverso obiettivi misurabili come i tassi di completamento scolastico e l’occupazione dei cittadini di paesi terzi.
Per le aziende multinazionali, la strategia offre maggiore prevedibilità: linee guida chiare sul riconoscimento delle competenze, accesso alla formazione professionale e percorsi semplificati dal permesso temporaneo a quello permanente. È inoltre previsto il processo di digitalizzazione per il rinnovo dei permessi di soggiorno e il lancio di un portale centralizzato dove i migranti potranno seguire le domande e prenotare corsi di lingua.
La politica arriva mentre Cipro si prepara alla presidenza UE del 2027 e mira a mostrare un approccio più progressista sulla migrazione, dopo le critiche recenti per l’accumulo di richieste d’asilo e i casi di respingimenti. Il finanziamento sarà garantito da una combinazione di risorse AMIF dell’UE e fondi nazionali; il governo stima 68 milioni di euro in quattro anni.
Le imprese dovranno monitorare la normativa secondaria in arrivo, in particolare riguardo alle lezioni obbligatorie di greco e agli standard abitativi, entrambi potenzialmente impattanti sui budget di trasferimento. Il Vice Ministero prevede di rilasciare un kit di implementazione in inglese per le aziende entro giugno 2026.
Fonte: In-Cyprus