
Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha confermato il 16 febbraio che i controlli di polizia temporanei introdotti lungo i 204 chilometri di confine tra Belgio e Germania a settembre 2024 saranno prorogati almeno fino a settembre 2026.
Inizialmente giustificati come risposta d’emergenza alla migrazione irregolare, i controlli sono stati rinnovati ogni sei mesi nonostante il Codice di Schengen preveda che le frontiere interne restino libere da controlli sistematici. La polizia tedesca afferma che la misura ha bloccato oltre 46.000 tentativi di ingresso; i critici sostengono che i controlli a campione effettuati sull’autostrada E40, sulle strade secondarie e sulle principali linee ferroviarie somigliano ormai a un confine rigido semi-permanente.
Per i pendolari e gli operatori logistici belgi la proroga è un fastidioso déjà-vu. Il Ministro-Presidente delle Cantoni Orientali, Oliver Paasch, ha avvertito che la misura interrompe le catene di approvvigionamento just-in-time per gli stabilimenti automobilistici e chimici presenti su entrambi i lati del confine, allungando i tempi di percorrenza quotidiani transfrontalieri di 20-40 minuti. Le piccole imprese segnalano maggiori costi per straordinari, carburante e assicurazioni, poiché gli autisti cercano di rispettare le finestre di consegna prevedendo possibili controlli.
Gli esperti legali sottolineano che, sebbene l’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen consenta controlli temporanei in caso di minaccia grave, ogni proroga oltre i due anni è considerata “una misura eccezionale di ultima istanza”. La Germania raggiungerà questo limite a settembre 2026, mettendo Berlino sotto pressione per definire un piano di uscita o rischiare procedure di infrazione da parte della Commissione Europea.
Consiglio pratico per i responsabili della mobilità: avvisare i dipendenti che attraversano il confine – in particolare chi utilizza veicoli aziendali – di portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali e, se cittadini non UE, la prova di residenza belga. I responsabili dei trasporti che movimentano merci tra Liegi, Aquisgrana e Colonia dovrebbero rivedere i margini di tempo per i percorsi e informare i clienti di possibili ritardi fino a settembre.
Inizialmente giustificati come risposta d’emergenza alla migrazione irregolare, i controlli sono stati rinnovati ogni sei mesi nonostante il Codice di Schengen preveda che le frontiere interne restino libere da controlli sistematici. La polizia tedesca afferma che la misura ha bloccato oltre 46.000 tentativi di ingresso; i critici sostengono che i controlli a campione effettuati sull’autostrada E40, sulle strade secondarie e sulle principali linee ferroviarie somigliano ormai a un confine rigido semi-permanente.
Per i pendolari e gli operatori logistici belgi la proroga è un fastidioso déjà-vu. Il Ministro-Presidente delle Cantoni Orientali, Oliver Paasch, ha avvertito che la misura interrompe le catene di approvvigionamento just-in-time per gli stabilimenti automobilistici e chimici presenti su entrambi i lati del confine, allungando i tempi di percorrenza quotidiani transfrontalieri di 20-40 minuti. Le piccole imprese segnalano maggiori costi per straordinari, carburante e assicurazioni, poiché gli autisti cercano di rispettare le finestre di consegna prevedendo possibili controlli.
Gli esperti legali sottolineano che, sebbene l’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen consenta controlli temporanei in caso di minaccia grave, ogni proroga oltre i due anni è considerata “una misura eccezionale di ultima istanza”. La Germania raggiungerà questo limite a settembre 2026, mettendo Berlino sotto pressione per definire un piano di uscita o rischiare procedure di infrazione da parte della Commissione Europea.
Consiglio pratico per i responsabili della mobilità: avvisare i dipendenti che attraversano il confine – in particolare chi utilizza veicoli aziendali – di portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali e, se cittadini non UE, la prova di residenza belga. I responsabili dei trasporti che movimentano merci tra Liegi, Aquisgrana e Colonia dovrebbero rivedere i margini di tempo per i percorsi e informare i clienti di possibili ritardi fino a settembre.
Fonte: The Brussels Times
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