
Lo studio legale specializzato in immigrazione Gherson LLP ha pubblicato un avviso ai clienti il 18 febbraio, confermando i dettagli definitivi di tre modifiche interconnesse alle normative di frontiera che entreranno in vigore il 25 febbraio 2026: (1) l’introduzione dell’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) per 85 nazionalità esenti da visto, (2) l’obbligo dell’eVisa che sostituirà i tradizionali visti fisici per la maggior parte dei titolari di visti di visita per il Regno Unito, e (3) il requisito del passaporto per cittadini con doppia nazionalità.
Con l’introduzione dell’eVisa, i richiedenti visti di visita approvati dovranno creare un account digitale UKVI e collegare il proprio passaporto prima del viaggio. L’eVisa sarà l’unica prova valida per l’ingresso; le compagnie di trasporto verificheranno lo status tramite il sistema Advance Passenger Information.
L’avviso mette in guardia i team di mobilità aziendale: il personale con visti di visita rilasciati all’estero prima del 25 febbraio dovrà comunque creare un account e “richiedere” il permesso, altrimenti rischia di non poter salire a bordo. I sistemi HR che gestiscono le scadenze dei visti dovranno essere aggiornati per includere la validità dell’eVisa e lo stato del collegamento del passaporto.
Le aziende che organizzano conferenze a breve termine dopo il 25 febbraio dovranno prevedere tempi supplementari per consentire agli ospiti con nazionalità che richiedono il visto di attivare il proprio account e per i visitatori esenti da visto di ottenere l’ETA, che ha un costo di £16 ed è valida per due anni. Infine, i modelli di policy di viaggio dovranno essere aggiornati per specificare i requisiti documentali per i cittadini britannici con doppia nazionalità e per sottolineare che “nessun permesso digitale, nessun viaggio” sarà rigorosamente applicato al momento del check-in.
Con l’introduzione dell’eVisa, i richiedenti visti di visita approvati dovranno creare un account digitale UKVI e collegare il proprio passaporto prima del viaggio. L’eVisa sarà l’unica prova valida per l’ingresso; le compagnie di trasporto verificheranno lo status tramite il sistema Advance Passenger Information.
L’avviso mette in guardia i team di mobilità aziendale: il personale con visti di visita rilasciati all’estero prima del 25 febbraio dovrà comunque creare un account e “richiedere” il permesso, altrimenti rischia di non poter salire a bordo. I sistemi HR che gestiscono le scadenze dei visti dovranno essere aggiornati per includere la validità dell’eVisa e lo stato del collegamento del passaporto.
Le aziende che organizzano conferenze a breve termine dopo il 25 febbraio dovranno prevedere tempi supplementari per consentire agli ospiti con nazionalità che richiedono il visto di attivare il proprio account e per i visitatori esenti da visto di ottenere l’ETA, che ha un costo di £16 ed è valida per due anni. Infine, i modelli di policy di viaggio dovranno essere aggiornati per specificare i requisiti documentali per i cittadini britannici con doppia nazionalità e per sottolineare che “nessun permesso digitale, nessun viaggio” sarà rigorosamente applicato al momento del check-in.
Fonte: Gherson LLP
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