
L'aeroporto internazionale di Vienna (VIE) ha riaperto completamente la mattina del 22 febbraio 2026, dopo un intervento notturno per rimuovere oltre 30 centimetri di neve compatta dal vento che aveva paralizzato il principale scalo austriaco il giorno precedente. La tempesta record, che ha colpito l’Austria orientale tra il 20 e il 22 febbraio, ha costretto VIE a sospendere tutti i voli per quasi 14 ore, cancellando oltre 380 partenze e arrivi e lasciando bloccati circa 42.000 passeggeri. L’operatore aeroportuale Flughafen Wien AG ha definito la chiusura “la più lunga interruzione meteorologica degli ultimi vent’anni”. Circa 220 mezzi per la rimozione della neve e 600 addetti a terra hanno lavorato tutta la notte per riaprire le due piste. Mentre il primo A320 di Austrian Airlines è decollato per Francoforte alle 07:16, i responsabili dell’aeroporto hanno avvertito che i ritardi a catena persisteranno per almeno 48 ore, poiché le compagnie aeree devono riposizionare aeromobili e equipaggi. Il disagio ha avuto ripercussioni anche sulle reti di mobilità regionali. L’operatore ferroviario ÖBB ha aumentato la capacità sulla linea Vienna–Salzburg Westbahn e ha eliminato le penali per il cambio di prenotazione, mentre gli autobus a lunga percorrenza provenienti da Monaco e Praga hanno ottenuto permessi temporanei per far scendere i passeggeri direttamente nell’area air-side del parcheggio del Terminal 3 di VIE. Le aziende di logistica hanno segnalato che oltre 120 tonnellate di merci mediche e semiconduttori urgenti sono state dirottate verso gli aeroporti di Monaco e Budapest, richiedendo trasporti su strada transfrontalieri con rigidi controlli di temperatura. Per le multinazionali, l’episodio ha evidenziato la vulnerabilità di affidarsi a un unico hub: Vienna gestisce circa il 65% del traffico passeggeri austriaco ed è il principale punto di transito Schengen per l’Europa centrale e orientale. I responsabili dei viaggi aziendali stanno ora rivedendo i piani di emergenza, che includono l’autorizzazione a percorsi alternativi via treno o strada, lo stoccaggio di forniture di emergenza negli uffici di Vienna per il personale bloccato e la verifica delle coperture assicurative per cause di forza maggiore legate al maltempo. Gli analisti prevedono inoltre un nuovo dibattito sulla terza pista a lungo discussa, accantonata nel 2024 per l’opposizione ambientale, poiché i gruppi imprenditoriali sostengono che una maggiore resilienza delle piste sia essenziale per la competitività austriaca. Consigli pratici per i viaggiatori: chi deve volare via Vienna questa settimana dovrebbe riconfermare le prenotazioni online, prevedere tempi extra per i trasferimenti e conservare le ricevute per eventuali spese aggiuntive—le norme EU-261 prevedono compensazioni in caso di disagi causati dal maltempo su voli in partenza dall’UE, ma le compagnie spesso rimborsano anche pasti e alloggio come gesto di cortesia. I viaggiatori con coincidenze strette nell’area Schengen devono considerare che la perdita di un segmento successivo può comportare rischi di permanenza oltre i limiti previsti dalla regola 90/180 giorni; gli esperti consigliano di documentare eventuali timbri di frontiera o lettere delle compagnie aeree relativi ai ritardi per evitare problemi di conformità in futuro.
Fonte: Schengen Travel News