
Una rara tempesta di neve tardiva ha paralizzato l'Aeroporto Internazionale di Vienna (VIE) il 20 febbraio, costringendo alla chiusura per sette ore, alla cancellazione di 380 voli e alla deviazione di decine di collegamenti a lungo raggio verso aeroporti vicini. Nelle prime ore del 21 febbraio, un team di 300 operatori con 100 veicoli specializzati ha rimosso circa 18.000 tonnellate di neve pesante e bagnata da piste, taxiway e piazzali, permettendo la riapertura dell’aeroporto con un programma ridotto. Il portavoce dell’aeroporto, Peter Kleemann, ha dichiarato all’emittente pubblica ORF che le operazioni mattutine del 21 febbraio erano ancora rallentate dallo sghiacciamento, ma che “il programma voli dovrebbe stabilizzarsi nel corso della giornata.” I viaggiatori sono stati invitati a controllare le app delle compagnie aeree prima di partire, un messaggio rilanciato dai responsabili dei viaggi aziendali, impegnati a riorganizzare gli spostamenti del personale bloccato. Il disservizio ha messo in luce la vulnerabilità della rete di trasporti dell’Europa centrale a condizioni invernali sempre più imprevedibili. L’aeroporto di Vienna ha gestito 29,5 milioni di passeggeri nel 2025 ed è un hub strategico per l’Europa centrale e orientale; una chiusura di un’intera giornata ha ripercussioni su catene di approvvigionamento, programmazioni di cargo in stiva e connessioni ferroviarie strette per i trasferimenti successivi. Le multinazionali con sedi regionali a Vienna hanno segnalato incontri con clienti saltati e lanci di prodotti rinviati, sottolineando l’importanza di politiche solide per la gestione dei rischi di viaggio. In risposta, Austrian Airlines, principale utente dell’aeroporto, ha offerto riprenotazioni senza costi e ha temporaneamente basato un Airbus 320 di riserva a Monaco per operare voli di soccorso appena lo spazio aereo è stato riaperto. L’operatore aeroportuale ha annunciato una revisione del personale dedicato alla rimozione della neve e l’acquisto di spazzatrici multifunzione aggiuntive prima della stagione invernale 2026-27. Per i responsabili della mobilità, l’episodio è un promemoria che gli inverni dell’Europa centrale possono ancora sconvolgere gli itinerari. La pianificazione di emergenza — con alternative ferroviarie pre-approvate verso Linz o Bratislava e blocchi di hotel negoziati in anticipo nei dintorni di Schwechat — si è rivelata preziosa durante le 14 ore di ritardo. L’evento ha inoltre accelerato il dibattito su un hangar permanente per lo sghiacciamento, che ridurrebbe i tempi di turnaround e limiterebbe lo scarico di glicole durante le nevicate intense.
Fonte: ORF Niederösterreich
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