
Jaime Mayor Oreja, ministro dell’Interno spagnolo dal 1996 al 2001, ha riacceso il dibattito nazionale sull’immigrazione il 1° marzo 2026, definendo la prossima regolarizzazione di massa del Governo “una follia sconsiderata” che rischia di creare “ghetti” simili a quelli delle periferie francesi. Parlando al lancio di un libro a Madrid, il veterano conservatore ha sostenuto che estendere lo status legale a circa 500.000 migranti irregolari senza garanzie di lavoro o alloggio riprodurrebbe la segregazione vista nelle banlieue di Parigi o nelle periferie di Londra. Mayor Oreja, oggi 70enne, ha affermato che l’amnistia del 2005 ebbe successo solo grazie al boom economico spagnolo e al fatto che la maggior parte dei richiedenti aveva già un contratto. “Oggi il contesto è diverso: affitti alti, servizi fragili e politica polarizzata,” ha avvertito, esortando l’esecutivo a legare qualsiasi legalizzazione a offerte di lavoro firmate e a rafforzare i requisiti di integrazione linguistica. Le sue dichiarazioni hanno ricevuto rapide smentite dalla ministra per l’Uguaglianza Ana Redondo, che ha sottolineato come i paragoni con le banlieue francesi ignorino il modello di integrazione comunitaria spagnolo e la necessità demografica di lavoratori. Le ONG per i diritti dei migranti hanno accusato l’ex ministro di alimentare la paura, ricordando che il 60% dei potenziali beneficiari è già impiegato informalmente. Pur non ricoprendo cariche, le sue parole trovano eco in settori del Partido Popular e di Vox che mirano a bloccare il disegno di legge sulla regolarizzazione al Senato. Gli analisti segnalano che la resistenza degli anziani del partito potrebbe incoraggiare i governi regionali a imporre condizioni aggiuntive — come la recente richiesta della Catalogna di certificati di lingua catalana — complicando ulteriormente l’assunzione di talenti stranieri. Consiglio pratico: le aziende che intendono sponsorizzare i richiedenti amnistia dovrebbero monitorare eventuali requisiti regionali aggiuntivi (lingua, prova di alloggio) e preparare la documentazione HR che dimostri una reale domanda di lavoro.
Fonte: Europa Press (National)
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