
La mattina del 28 febbraio 2026, il magazine radiofonico nazionale “El Ágora” ha dedicato un’intera trasmissione di 30 minuti alla prossima Regolarizzazione Straordinaria in Spagna, la procedura unica approvata dal Governo a gennaio per concedere permessi di soggiorno e lavoro a circa 500.000 stranieri irregolari già residenti nel paese. Avvocati del lavoro, operatori di ONG e diversi migranti che sperano di beneficiare del provvedimento hanno raccontato agli ascoltatori che i permessi, validi per un anno e rinnovabili se i nuovi titolari dimostrano almeno sei mesi di contributi previdenziali, potrebbero essere “una svolta”, aprendo le porte a un impiego legale, assistenza sanitaria e conti bancari. Gli esperti hanno ricordato ai datori di lavoro che, a differenza delle precedenti sanatorie, le domande dovranno essere presentate interamente online tramite la piattaforma Mercurio, con appuntamenti biometrici successivi presso commissariati di polizia e Delegazioni del Governo. Poiché le pratiche devono essere risolte entro 90 giorni, i sindacati che rappresentano gli Uffici Stranieri chiedono assunzioni d’emergenza; altrimenti, avvertono, gli stessi ritardi che già affliggono il popolare visto per nomadi digitali potrebbero paralizzare il nuovo processo. Diverse amministrazioni regionali, tra cui Catalogna e Paesi Baschi, si sono offerte di mettere a disposizione personale per accelerare le decisioni. Oltre alla burocrazia, i commentatori hanno sottolineato il potenziale economico. Deloitte stima che portare mezzo milione di lavoratori fuori dall’economia sommersa potrebbe generare 1,5 miliardi di euro in entrate da imposte sul reddito e contributi sociali solo nel primo anno, contribuendo ad alleviare la cronica carenza di manodopera in agricoltura, ospitalità e assistenza agli anziani. Le associazioni tecnologiche spagnole vedono inoltre un’opportunità per reclutare sviluppatori junior già presenti nel paese ma privi di contratti formali. Sul piano politico, però, la trasmissione ha evidenziato quanto l’iniziativa resti divisiva. I partiti di opposizione PP e Vox accusano il premier Pedro Sánchez di “manipolazione elettorale”, nonostante i nuovi residenti debbano attendere cinque anni prima di ottenere lo status permanente e il diritto di voto municipale. I gruppi per i diritti dei migranti replicano che la misura regolarizza semplicemente residenti di fatto che già contribuiscono alle economie locali. Con l’apertura delle domande prevista per il 1° aprile, le aziende che dipendono da personale stagionale si stanno affrettando a identificare i lavoratori idonei e a predisporre i contratti affinché i permessi possano essere rinnovati oltre i 12 mesi iniziali. Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: i dipendenti già presenti in Spagna senza status potrebbero presto avere una via legale, ma i team HR devono essere pronti a caricare rapidamente le offerte di lavoro non appena il portale sarà attivo e a prevedere tempi supplementari per gli appuntamenti biometrici, che potrebbero protrarsi fino al picco delle vacanze estive.
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