
Appena una settimana dopo il picco delle vacanze invernali, gli aeroporti svizzeri si sono trovati al centro di un collasso operativo che ha coinvolto l’intero continente. Secondo la società di analisi AirHelp, il 5 marzo sono stati cancellati o fortemente ritardati 1.023 voli europei; Zurigo ha registrato 22 cancellazioni e 39 ritardi, mentre Ginevra 11 cancellazioni e 34 ritardi. Il rapporto, pubblicato il 6 marzo 2026, è stato rapidamente diffuso tra i responsabili dei viaggi aziendali, alla ricerca di piani di emergenza. Le cause immediate erano note: una profonda depressione atlantica che ha attraversato l’Europa occidentale, la cronica carenza di personale nel controllo del traffico aereo e margini ristretti nella pianificazione degli equipaggi presso le compagnie di rete. Tuttavia, l’impatto in Svizzera, paese fortemente orientato all’export, è stato particolarmente grave. Swiss International Air Lines (SWISS) ha cancellato cinque rotazioni, costringendo dirigenti del settore farmaceutico e finanziario a optare per il treno o pernottamenti in hotel. Anche EasyJet, British Airways, Lufthansa ed Emirates hanno subito ritardi a catena, compromettendo itinerari multimodali che dipendono da connessioni Schengen di soli 40 minuti a Zurigo. I consulenti per i rischi di viaggio hanno invitato le aziende a ricordare ai dipendenti i loro diritti secondo il regolamento EU261: poiché la maggior parte dei ritardi è stata classificata come «operativa» e non meteorologica, potrebbe spettare un risarcimento. L’aeroporto di Zurigo ha annunciato una revisione delle regole di assegnazione degli stand e una pressione su Skyguide, il fornitore del controllo del traffico aereo, per una maggiore flessibilità negli slot durante le finestre di recupero dei voli. Ginevra, penalizzata dai ritardi degli arrivi con aeromobili a fusoliera stretta provenienti dal Regno Unito, ha invitato i frequent flyer a iscriversi al progetto pilota corporate eGate per ridurre i tempi di controllo alle frontiere. Per i mobility manager, il disservizio rappresenta un ulteriore monito: un singolo punto critico nella rete europea può riverberare rapidamente sugli orari svizzeri. Diverse multinazionali hanno ora autorizzato i viaggi in treno per spostamenti inferiori a sei ore e hanno chiesto ai partner di relocation di prevedere margini di 24 ore nelle date di arrivo dei trasferiti. Le compagnie aeree, intanto, sono sotto nuova pressione per rafforzare le misure di resilienza invernale, mentre i legislatori discutono dei rapporti di personale nei centri di controllo del traffico aereo europei. Gli analisti del settore sottolineano che l’episodio rafforza l’argomento a favore di un’accelerazione degli investimenti svizzeri nelle linee ferroviarie ad alta velocità verso i principali hub vicini, riducendo così la dipendenza da fragili corridoi aerei a corto raggio.
Fonte: AirHelp
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