
Il principale punto di accesso di Cipro, l'Aeroporto Internazionale di Larnaca, si è risvegliato giovedì 12 marzo 2026 con un piazzale stranamente silenzioso, dopo che Hermes Airports ha confermato la cancellazione di 18 voli in arrivo e 19 in partenza previsti per la giornata. Le cancellazioni seguono una nuova escalation nel conflitto guidato dall’Iran, che ha spinto le compagnie aeree a deviare i propri voli evitando vaste aree dello spazio aereo del Mediterraneo orientale e del Golfo.
L’aeroporto di Pafos è rimasto sostanzialmente indenne, fatta eccezione per la sospensione di una rotazione di nicchia verso Haifa, ma la vasta zona di divieto di sorvolo che si estende dallo Stretto di Hormuz al Libano ha costretto vettori come Emirates, Qatar Airways e British Airways a ridurre le operazioni su Larnaca. Anche i specialisti regionali Israir e Aegean stanno ricalibrando gli orari per evitare circuiti di attesa sopra Cipro, allungando i tempi di volo fino a 45 minuti.
Hermes Airports invita i passeggeri a “contattare direttamente la propria compagnia aerea o l’agenzia di viaggi” prima di recarsi in aeroporto. Secondo il Regolamento UE 261/2004, i viaggiatori con voli in partenza dall’UE cancellati con meno di 14 giorni di preavviso possono richiedere un risarcimento fino a 600 euro, a meno che la compagnia non dimostri che la guerra costituisce una “circostanza straordinaria”.
Le agenzie di gestione viaggi stanno già consigliando ai clienti corporate di suddividere gli itinerari via Atene, Il Cairo o Istanbul, o di considerare il trasferimento del personale tramite Pafos, dove la capacità rimane stabile. Gli analisti del settore business travel sottolineano che il tempismo è particolarmente critico per il fiorente settore dei servizi cipriota. L’isola ha gestito quasi 13 milioni di passeggeri nel 2025, metà dei quali professionisti in visita o membri della diaspora in viaggi di lavoro.
Marzo è anche il mese in cui il personale espatriato ruota tipicamente sui progetti energetici offshore e quando i tour operator finalizzano le assegnazioni dei posti per l’estate; un’interruzione prolungata dello spazio aereo potrebbe far lievitare i premi assicurativi e compromettere la reputazione di Cipro come “hub affidabile” del Mediterraneo orientale.
Per ora, le autorità sottolineano che entrambi gli aeroporti restano operativi e che i livelli di traffico aereo dovrebbero normalizzarsi una volta revocati i NOTAM relativi alle zone di conflitto. Tuttavia, l’episodio rappresenta un duro promemoria del fatto che il collegamento economico vitale di Cipro—il suo ponte aereo verso 160 destinazioni—può essere bloccato da un giorno all’altro da eventi ben oltre il suo controllo.
L’aeroporto di Pafos è rimasto sostanzialmente indenne, fatta eccezione per la sospensione di una rotazione di nicchia verso Haifa, ma la vasta zona di divieto di sorvolo che si estende dallo Stretto di Hormuz al Libano ha costretto vettori come Emirates, Qatar Airways e British Airways a ridurre le operazioni su Larnaca. Anche i specialisti regionali Israir e Aegean stanno ricalibrando gli orari per evitare circuiti di attesa sopra Cipro, allungando i tempi di volo fino a 45 minuti.
Hermes Airports invita i passeggeri a “contattare direttamente la propria compagnia aerea o l’agenzia di viaggi” prima di recarsi in aeroporto. Secondo il Regolamento UE 261/2004, i viaggiatori con voli in partenza dall’UE cancellati con meno di 14 giorni di preavviso possono richiedere un risarcimento fino a 600 euro, a meno che la compagnia non dimostri che la guerra costituisce una “circostanza straordinaria”.
Le agenzie di gestione viaggi stanno già consigliando ai clienti corporate di suddividere gli itinerari via Atene, Il Cairo o Istanbul, o di considerare il trasferimento del personale tramite Pafos, dove la capacità rimane stabile. Gli analisti del settore business travel sottolineano che il tempismo è particolarmente critico per il fiorente settore dei servizi cipriota. L’isola ha gestito quasi 13 milioni di passeggeri nel 2025, metà dei quali professionisti in visita o membri della diaspora in viaggi di lavoro.
Marzo è anche il mese in cui il personale espatriato ruota tipicamente sui progetti energetici offshore e quando i tour operator finalizzano le assegnazioni dei posti per l’estate; un’interruzione prolungata dello spazio aereo potrebbe far lievitare i premi assicurativi e compromettere la reputazione di Cipro come “hub affidabile” del Mediterraneo orientale.
Per ora, le autorità sottolineano che entrambi gli aeroporti restano operativi e che i livelli di traffico aereo dovrebbero normalizzarsi una volta revocati i NOTAM relativi alle zone di conflitto. Tuttavia, l’episodio rappresenta un duro promemoria del fatto che il collegamento economico vitale di Cipro—il suo ponte aereo verso 160 destinazioni—può essere bloccato da un giorno all’altro da eventi ben oltre il suo controllo.
Fonte: Cyprus Mail
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