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Proteste dei Trasportatori e Controlli alle Frontiere Paralizzano i Corridoi Merci tra Polonia e Ucraina

mar 17, 2026
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Proteste dei Trasportatori e Controlli alle Frontiere Paralizzano i Corridoi Merci tra Polonia e Ucraina
I trasportatori polacchi che bloccano i valichi chiave con l’Ucraina hanno raggiunto il 16 marzo 2026 il centesimo giorno di protesta, paralizzando le catene di approvvigionamento in tutta l’Europa centrale. I tempi di attesa per i camion ai valichi di Korczowa–Krakovets e Dorohusk superano i 30 giorni, costringendo corrieri espressi come DHL e UPS a deviare le spedizioni via Ungheria o Slovacchia, aggiungendo 500 km e due giorni di transito per ogni carico. Le reti di corrieri segnalano che migliaia di documenti commerciali, campioni e pezzi di ricambio destinati agli stabilimenti ucraini sono bloccati in coda, mettendo a rischio i programmi produttivi di multinazionali dell’automotive e dell’elettronica.

La crisi è aggravata dalla decisione della Polonia di mantenere chiusi da gennaio dieci valichi stradali con Russia e Bielorussia e di proseguire i controlli temporanei di Schengen ai confini con Germania e Lituania. Gli autotrasportatori denunciano che i controlli a più livelli generano code lunghe chilometri e che gli autisti perdono il riposo settimanale restando fermi in terra di nessuno. A questo si aggiungono i danni da gelo nei porti di Gdynia e Szczecin e la carenza di personale all’aeroporto Chopin di Varsavia, trasformando la Polonia da hub logistico regionale in quella che un operatore definisce “un collo di bottiglia lungo 600 km”.

Proteste dei Trasportatori e Controlli alle Frontiere Paralizzano i Corridoi Merci tra Polonia e Ucraina


Anche i viaggiatori d’affari ne risentono. I team di ingegneri tedeschi che supportano le fabbriche di Leopoli riferiscono che le visite in loco devono ora avvenire in aereo via Rzeszów, con le attrezzature spedite separatamente attraverso i Balcani. Secondo il broker Marsh, i premi assicurativi per merci di alto valore in transito in Polonia sono aumentati del 15% da febbraio. Diverse multinazionali hanno attivato piani di emergenza, spostando le spedizioni urgenti su voli charter dedicati o trasferendo gli incontri a Košice, in Slovacchia.

Dietro le proteste c’è il malcontento per quella che gli autisti polacchi definiscono “concorrenza sleale” da parte di aziende ucraine che operano in cabotaggio grazie alle esenzioni europee in tempo di guerra. Il governo polacco ha proposto un pacchetto di compensazioni da 800 milioni di PLN in prestiti agevolati e sconti sul carburante, ma i sindacati lo hanno respinto lunedì, chiedendo il ritorno alle quote di permessi pre-2022. Bruxelles, pur attenta a non compromettere la via d’export dell’Ucraina, invita al dialogo ma finora ha evitato procedimenti di infrazione.

Per i responsabili della mobilità globale il messaggio è chiaro: finché la pressione politica non si allenterà, spostare persone o merci attraverso il confine orientale della Polonia resterà un’incognita. Le aziende sono invitate a prevedere almeno 10 giorni extra di transito nei programmi, a pre-posizionare pezzi di ricambio a ovest dei Carpazi e a informare i viaggiatori su possibili deviazioni dell’ultimo minuto via aerea.
Fonte: Reddit r/PolPal real-time logistics thread

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