
A partire dalle 00:00 del 17 marzo 2026, ogni spedizione della maggior parte di abbigliamento e calzature che entra, esce o semplicemente transita in Polonia deve essere preregistrata sulla piattaforma elettronica di tracciamento merci SENT. La misura, adottata nel 2025 ma entrata in vigore solo ora, estende il regime di monitoraggio dei trasporti polacco — originariamente pensato per carburanti, alcolici e altri carichi “sensibili” — ai capitoli 61, 62 e 64 della Nomenclatura Combinata, oltre agli indumenti di seconda mano (CN 6309 00 00).
Per i settori della moda e dell’e-commerce l’impatto pratico è immediato: un singolo cartone con più di 10 kg di T-shirt o un pallet con oltre 20 paia di scarpe attiva l’obbligo di generare un numero di riferimento SENT prima della partenza. La responsabilità varia in base al flusso: i mittenti polacchi devono registrare le spedizioni che iniziano nel paese, i destinatari quelle in importazione UE, mentre i vettori sono responsabili per il transito puro. I conducenti devono inoltre dotarsi di dispositivi che trasmettano dati di geolocalizzazione in tempo reale; il mancato rispetto può comportare multe pari al 46% del valore lordo del carico (ma non inferiori a 20.000 PLN) e il fermo fisico del camion.
I consulenti fiscali avvertono che molti rivenditori stranieri sono venuti a conoscenza della novità solo questa settimana. Poiché l’interfaccia SENT (PUESC) è disponibile solo in polacco, le aziende estere stanno correndo per nominare rappresentanti locali, classificare gli SKU, mappare le procedure interne e formare i partner logistici 3PL. KPMG stima un periodo di implementazione di “quattro-sei settimane”, ma le regole sono già applicabili. Nel frattempo, gli operatori logistici devono affrontare code per ottenere account PUESC e dispositivi, mentre i broker doganali segnalano un aumento delle richieste su soluzioni di magazzino doganale d’emergenza.
Il Ministero delle Finanze difende l’estensione come una misura contro il mercato grigio, sottolineando che le importazioni tessili non dichiarate costano ogni anno al fisco “centinaia di milioni di zloty” in evasione IVA. Le associazioni di categoria condividono l’obiettivo ma criticano i tempi, evidenziando che la novità coincide con il picco pasquale e le prove del Sistema di Entrata/Uscita UE negli aeroporti, aumentando i rischi di non conformità.
Le grandi multinazionali con centri di distribuzione in Polonia — Amazon a Świebodzin e Zalando a Białe Błota — dichiarano di aver completato la mappatura, ma invitano i fornitori PMI ad agire rapidamente. Praticamente, i viaggiatori d’affari che trasportano campioni o stock promozionali devono ora considerare un passaggio amministrativo aggiuntivo (e possibili controlli stradali) attraversando i confini con Germania o Repubblica Ceca. Le aziende che inviano tecnici nelle fabbriche polacche sono invitate a verificare se i loro kit di attrezzi rientrano nella soglia tessile di 10 kg — una considerazione di mobilità inattesa ma reale nel 2026.
Per i settori della moda e dell’e-commerce l’impatto pratico è immediato: un singolo cartone con più di 10 kg di T-shirt o un pallet con oltre 20 paia di scarpe attiva l’obbligo di generare un numero di riferimento SENT prima della partenza. La responsabilità varia in base al flusso: i mittenti polacchi devono registrare le spedizioni che iniziano nel paese, i destinatari quelle in importazione UE, mentre i vettori sono responsabili per il transito puro. I conducenti devono inoltre dotarsi di dispositivi che trasmettano dati di geolocalizzazione in tempo reale; il mancato rispetto può comportare multe pari al 46% del valore lordo del carico (ma non inferiori a 20.000 PLN) e il fermo fisico del camion.
I consulenti fiscali avvertono che molti rivenditori stranieri sono venuti a conoscenza della novità solo questa settimana. Poiché l’interfaccia SENT (PUESC) è disponibile solo in polacco, le aziende estere stanno correndo per nominare rappresentanti locali, classificare gli SKU, mappare le procedure interne e formare i partner logistici 3PL. KPMG stima un periodo di implementazione di “quattro-sei settimane”, ma le regole sono già applicabili. Nel frattempo, gli operatori logistici devono affrontare code per ottenere account PUESC e dispositivi, mentre i broker doganali segnalano un aumento delle richieste su soluzioni di magazzino doganale d’emergenza.
Il Ministero delle Finanze difende l’estensione come una misura contro il mercato grigio, sottolineando che le importazioni tessili non dichiarate costano ogni anno al fisco “centinaia di milioni di zloty” in evasione IVA. Le associazioni di categoria condividono l’obiettivo ma criticano i tempi, evidenziando che la novità coincide con il picco pasquale e le prove del Sistema di Entrata/Uscita UE negli aeroporti, aumentando i rischi di non conformità.
Le grandi multinazionali con centri di distribuzione in Polonia — Amazon a Świebodzin e Zalando a Białe Błota — dichiarano di aver completato la mappatura, ma invitano i fornitori PMI ad agire rapidamente. Praticamente, i viaggiatori d’affari che trasportano campioni o stock promozionali devono ora considerare un passaggio amministrativo aggiuntivo (e possibili controlli stradali) attraversando i confini con Germania o Repubblica Ceca. Le aziende che inviano tecnici nelle fabbriche polacche sono invitate a verificare se i loro kit di attrezzi rientrano nella soglia tessile di 10 kg — una considerazione di mobilità inattesa ma reale nel 2026.
Fonte: Trans.Info & Rödl & Partner