
La Polonia afferma di aver praticamente bloccato il flusso di migranti che attraversano il suo confine orientale con la Bielorussia, registrando un calo del 96% nei tentativi di ingresso illegale tra il primo trimestre del 2022 e lo stesso periodo del 2026. Lunedì 6 aprile, il Ministero dell’Interno ha attribuito questa diminuzione al programma “Scudo Orientale”, un progetto da 394 milioni di euro che prevede fortificazioni fisiche e digitali lungo il confine, lanciato in seguito alla crisi migratoria del 2021-22.
Gli elementi chiave includono una recinzione in acciaio alta 5,5 metri e lunga 186 km nelle zone più vulnerabili del confine con la Bielorussia, telecamere a infrarossi, sensori sismici, jammer anti-drone e una nuova zona cuscinetto larga 40 km con accesso fortemente limitato. Inoltre, la Polonia ha temporaneamente sospeso l’elaborazione immediata delle richieste di asilo al confine orientale; i richiedenti vengono ora indirizzati ai consolati all’estero, una misura criticata dalle ONG umanitarie ma confermata dai tribunali nazionali.
I portavoce del governo sottolineano che la recinzione è affiancata da misure diplomatiche e di polizia. Pattuglie congiunte con Lituania e Lettonia scambiano informazioni in tempo reale sulle rotte di contrabbando, mentre i procuratori polacchi hanno avviato oltre 400 indagini su reti sospettate di trasportare migranti dal Medio Oriente via Minsk. Le autorità sostengono che il calo degli attraversamenti giustifica il mantenimento di controlli selettivi alle frontiere con Germania e Lituania, dove alcuni migranti rientravano precedentemente nell’area Schengen.
Per le aziende multinazionali, il regime più rigido comporta nuovi adempimenti per l’invio di personale nei progetti nelle regioni di Podlaskie e Lubelskie. I cittadini stranieri con visto d’affari devono registrare l’itinerario presso l’Ufficio della Guardia di Frontiera locale almeno 48 ore prima dell’arrivo, mentre le società di logistica operanti vicino alla zona vietata necessitano di permessi speciali di trasporto rinnovabili ogni 30 giorni. Il mancato rispetto può comportare multe immediate fino a 12.000 PLN (circa 2.600 euro).
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno prevede di integrare i sensori dello Scudo Orientale con il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) non appena quest’ultimo sarà pienamente operativo il 10 aprile 2026, creando un allarme automatico quando un viaggiatore a cui è stato negato l’ingresso tenta di rientrare altrove nell’area Schengen. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi dovrebbero informare i dipendenti sull’aumento dei controlli, conservare copie dei permessi di lavoro nei veicoli e prevedere tempi supplementari per gli spostamenti da e verso le zone di confine bielorusse.
Gli elementi chiave includono una recinzione in acciaio alta 5,5 metri e lunga 186 km nelle zone più vulnerabili del confine con la Bielorussia, telecamere a infrarossi, sensori sismici, jammer anti-drone e una nuova zona cuscinetto larga 40 km con accesso fortemente limitato. Inoltre, la Polonia ha temporaneamente sospeso l’elaborazione immediata delle richieste di asilo al confine orientale; i richiedenti vengono ora indirizzati ai consolati all’estero, una misura criticata dalle ONG umanitarie ma confermata dai tribunali nazionali.
I portavoce del governo sottolineano che la recinzione è affiancata da misure diplomatiche e di polizia. Pattuglie congiunte con Lituania e Lettonia scambiano informazioni in tempo reale sulle rotte di contrabbando, mentre i procuratori polacchi hanno avviato oltre 400 indagini su reti sospettate di trasportare migranti dal Medio Oriente via Minsk. Le autorità sostengono che il calo degli attraversamenti giustifica il mantenimento di controlli selettivi alle frontiere con Germania e Lituania, dove alcuni migranti rientravano precedentemente nell’area Schengen.
Per le aziende multinazionali, il regime più rigido comporta nuovi adempimenti per l’invio di personale nei progetti nelle regioni di Podlaskie e Lubelskie. I cittadini stranieri con visto d’affari devono registrare l’itinerario presso l’Ufficio della Guardia di Frontiera locale almeno 48 ore prima dell’arrivo, mentre le società di logistica operanti vicino alla zona vietata necessitano di permessi speciali di trasporto rinnovabili ogni 30 giorni. Il mancato rispetto può comportare multe immediate fino a 12.000 PLN (circa 2.600 euro).
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno prevede di integrare i sensori dello Scudo Orientale con il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) non appena quest’ultimo sarà pienamente operativo il 10 aprile 2026, creando un allarme automatico quando un viaggiatore a cui è stato negato l’ingresso tenta di rientrare altrove nell’area Schengen. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi dovrebbero informare i dipendenti sull’aumento dei controlli, conservare copie dei permessi di lavoro nei veicoli e prevedere tempi supplementari per gli spostamenti da e verso le zone di confine bielorusse.
Fonte: Mezha
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