
L’Austria ha compiuto un passo decisivo verso l’attuazione del Nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo. Il 10 aprile 2026 il governo ha presentato la legge di adeguamento al Patto su Asilo e Migrazione (AMPAG) e un disegno di legge collegato che modifica il Niederlassungs- und Aufenthaltsgesetz (NAG) e l’Ausländerbeschäftigungsgesetz (AuslBG). Il progetto di legge, attualmente all’esame della Commissione Interni, riscrive nove norme fondamentali, semplificando le procedure, introducendo il controllo obbligatorio alle frontiere e riformando le quote per il ricongiungimento familiare.
Le principali novità prevedono la sostituzione del sistema a due fasi “Zulassungsverfahren” con il processo di screening imposto dall’UE, l’introduzione di procedure accelerate ai confini aeroportuali e il collegamento diretto tra le decisioni di asilo e il rilascio dei permessi di soggiorno. La “clausola di favore” per il ricongiungimento familiare sarà eliminata; i familiari privi di protezione autonoma dovranno fare domanda secondo la Direttiva UE sul ricongiungimento familiare e saranno conteggiati nelle quote annuali di immigrazione.
Per i datori di lavoro, il regime del permesso unico (lavoro + soggiorno) diventa molto più flessibile: le decisioni dovranno essere emesse entro 90 giorni (prorogabili a 120) e i titolari potranno cambiare datore di lavoro dopo un preavviso di 45 giorni senza perdere lo status, anche in caso di disoccupazione fino a sei mesi.
I disegni di legge recepiscono inoltre le norme UE sulla raccolta dei dati biometrici, stringono i termini per i ricorsi contro le decisioni negative di asilo e obbligano l’Agenzia Federale per l’Assistenza e il Supporto (BBU) a valutare le esigenze speciali dei richiedenti.
Il Ministero dell’Interno sostiene che la riforma ridurrà i tempi di lavorazione e scoraggerà le domande “abusive”, mentre le ONG avvertono di un aumento del carico per i migranti più vulnerabili.
In caso di approvazione entro la scadenza UE di giugno 2026, le aziende che trasferiscono personale in Austria dovranno adeguare le politiche HR, in particolare per quanto riguarda l’ingresso delle famiglie e il rinnovo dei permessi. Le multinazionali sono invitate a rivedere subito i calendari di mobilità per evitare colli di bottiglia nelle quote nel 2027 e oltre.
Le principali novità prevedono la sostituzione del sistema a due fasi “Zulassungsverfahren” con il processo di screening imposto dall’UE, l’introduzione di procedure accelerate ai confini aeroportuali e il collegamento diretto tra le decisioni di asilo e il rilascio dei permessi di soggiorno. La “clausola di favore” per il ricongiungimento familiare sarà eliminata; i familiari privi di protezione autonoma dovranno fare domanda secondo la Direttiva UE sul ricongiungimento familiare e saranno conteggiati nelle quote annuali di immigrazione.
Per i datori di lavoro, il regime del permesso unico (lavoro + soggiorno) diventa molto più flessibile: le decisioni dovranno essere emesse entro 90 giorni (prorogabili a 120) e i titolari potranno cambiare datore di lavoro dopo un preavviso di 45 giorni senza perdere lo status, anche in caso di disoccupazione fino a sei mesi.
I disegni di legge recepiscono inoltre le norme UE sulla raccolta dei dati biometrici, stringono i termini per i ricorsi contro le decisioni negative di asilo e obbligano l’Agenzia Federale per l’Assistenza e il Supporto (BBU) a valutare le esigenze speciali dei richiedenti.
Il Ministero dell’Interno sostiene che la riforma ridurrà i tempi di lavorazione e scoraggerà le domande “abusive”, mentre le ONG avvertono di un aumento del carico per i migranti più vulnerabili.
In caso di approvazione entro la scadenza UE di giugno 2026, le aziende che trasferiscono personale in Austria dovranno adeguare le politiche HR, in particolare per quanto riguarda l’ingresso delle famiglie e il rinnovo dei permessi. Le multinazionali sono invitate a rivedere subito i calendari di mobilità per evitare colli di bottiglia nelle quote nel 2027 e oltre.
Fonte: Parlament Österreich